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I social network hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli.

Umberto Eco


Spero di non essere fra i peggiori.

Blu Malva

mercoledì 29 marzo 2017

Pensieri sulla tazza

Pensavo a Trump che ha firmato un decreto che stoppa le leggi a protezione dell'ambiente non necessarie. In altre parole: niente più limiti a carbone e gas serra. L'aria buona non si respira già più a casa della zia in montagna, figuriamoci fra qualche decennio: nessun posto nel buco del culo del mondo offrirà tregua ai nostri polmoni.
E poi pensavo alla fuffa che ristagna intorno, un po' ovunque, alla miseria di personaggiucoli da strapazzo impegnati nel loro gioco di ruolo quotidiano. Mi tocca sempre scegliere chi salvare e chi eliminare, come in un videogioco. Che palle.

(sciacquone)   

martedì 28 marzo 2017

Tuesday afternoon in the park




L'annullamento dei pensieri e la privazione di ogni peso sono direttamente proporzionali all'immersione nella fatica. E' allora che luce ed ombra penetrano i sensi senza alcun filtro, le storie antiche e future si mescolano ed io riesco ad accogliere un antico linguaggio, umano ed animale: annusare l'aria pregna dell'odore dell'erba appena tagliata, leccare il sole sulla pelle, ascoltare il fluire del sangue, toccare un tronco, guardare il mio spirito.
La purezza esiste ed è un attimo, dal valore inestimabile: vi accedo attraverso un rito, un percorso a ritroso, lontano da ogni impostazione e da ogni influenza.




venerdì 24 marzo 2017

Di ruolo marginale e della presa per i fondelli



Riecco che periodicamente accade.
In un giorno e, soprattutto, in un luogo che non ci si aspetta.
Questa volta lo scenario è il ponte di Westminster: quattro vittime, trentacinque feriti.
Catturato l'uomo che si è gettato sulla folla con l'auto in corsa, già noto ai servizi segreti britannici ma considerato "di ruolo marginale".
Non è la prima volta che gli attentatori sono noti ai servizi segreti; non è la prima volta che accadono stragi causate da individui che vengono considerati "di ruolo marginale".
Mi viene, quindi, spontaneo pensare che almeno una parte degli attentati si potrebbero evitare perché calcolabili.  In altre parole: i servizi segreti disseminati nei vari paesi del Pianeta, con tutti i mezzi di cui dispongono, sono tutt'altro che impotenti. 
La mente torna all'attentato più grave ed eclatante, il primo che ha aperto la via ai successivi: l'attacco alle Twin Towers. Già allora ci si chiedeva come fosse stato possibile, come il tutto fosse potuto passare inosservato agli organi competenti in fatto di sicurezza. Francamente lo credo, tuttora, impossibile.
Come credo impossibile che non si possano evitare molte altre cose.
Se non fosse una tragedia si potrebbe sorridere di come, in seguito ad un attentato, quando ormai è troppo tardi, si inizino i piani antiterrorismo, mobilitando l'esercito e quadruplicando i controlli, sia su sedi di importanza strategica a livello economico e politico, sia in occasioni di eventi che coinvolgono capi di stato e rappresentanti della politica nazionale ed internazionale. Accadrà nella Capitale, domani, in occasione della cerimonia per il sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma: cinquemila agenti armati, divieto di sorvolo aereo, tiratori scelti sui tetti. Si potrebbe sorridere, se non fosse una tragedia, perché gli attentatori non hanno mai agito in tali luoghi, né in tali frangenti: troppo scontato, troppo prevedibile. E la voce grossa che fanno i signori del potere, politici e  capi di stato, contro il terrorismo islamico è soltanto l'ennesimo gesto patetico, un dovere nei confronti della cittadinanza. Che continua a subire. Che impotente (lei sì) si ritrova a piangere le vittime di turno, vittime di "elementi ritenuti marginali", per lo più.
Se almeno terminasse questa presa per i fondelli ...
Se almeno, visto che il danno esiste, si potesse evitare la beffa ..
E' chiedere troppo.
 


A volte ritornano


Panta rei

A distanza di tanto tempo decido di riaprire questo blog, orfano di immagini ad accompagnamento dei post più datati, condizione che lo rende simile ad un campo di battaglia. Il che è stato, in un certo senso.
Battaglie fra pensieri e volontà, impulsi e ragione.
Pausa.
E ripresa.

Ed intanto tutto scorre, tutto si trasforma.