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I social network hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli.

Umberto Eco


Spero di non essere fra i peggiori.

Blu Malva

martedì 22 settembre 2015

Vigilia d'autunno





[...] io esisto - il mondo esiste - ed io so che il mondo esiste. Ecco tutto. Ma mi è indifferente.

Jean Paul Sartre, La Nausea


C'è chi si lascia sgretolare nello smarrimento ed annegare nel buio della propria arrendevolezza; c'è chi ignora ogni voce che non sia la propria.
Chi non riesce più a comunicare, chi non ha più nulla, chi invece non ha mai avuto nulla. C'è chi crede di comunicare qualcosa ed invece non comunica nulla.
Chi non attende nemmeno d'esser uscito dalla sala del cinema per riappropriarsi del cellulare come fosse una bombola d'ossigeno in uno stato di apnea, e del cellulare ha fatto voce, sguardo, motivo di sopravvivenza.
Chi non riesce a stare zitto e vomita opinioni e parole, sempre e comunque, abusando di un diritto fino a renderlo patetica autocelebrazione. Chi inciampa continuamente nel vuoto della propria esistenza e lo riempie di orpelli e simboli pur di nasconderlo anche a se stesso. Chi ha il pieno e non lo vede, chi non vede niente, chi vede tutto e sta in silenzio.
Chi apprezza il post più stupido e semplice di un blog, facendolo salire al primo posto e dando la conferma che più si scrive di nulla e più si è letti. Chi cerca invece il peso di uno scritto, la sostanza, ma raramente la trova e perde la voglia di cercare.
In questa molteplicità di comportamenti; in questo rumore esistenziale; nello smarrimento ed al contempo nel bisogno di identificazione; nel baratto continuo di menti e coscienze; nelle imposizioni subdole da parte del grande fratello; nell'acqua diventata fango; ebbene, reputo unica salvezza l'andare oltre.

Sebbene ogni tanto ceda alla corte delle parole, mi sono venute a noia. Le mie e quelle degli altri.





5 commenti:

  1. Ti avevo scritto un commento abbastanza lungo ma il tema del post mi ha dissuaso dal pubblicarlo. Vorrei regalarti allora una manciata di silenzio.

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  2. Insofferenza...succede anche a me. Un raggio di sole a te!

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  3. Insofferenza...succede anche a me. Un raggio di sole a te!

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  4. Osservo che esiste una tendenza a rifuggire dall'introspezione, dallo scartare e scansare le emozioni con comportamenti (tu hai citato l'agitazione, il ciarlare etc. a fine projezione di una pellicola) che distraggono, distolgono da esse.

    Il silenzio, come il buio, sono alcuni dei grandi tabù della liquidità (post)modernista.
    Forse sono ottimista, probabilmente sono tabù da sempre, solo che una volta c'era meno tecnica distrattrice.

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