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I social network hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli.

Umberto Eco


Spero di non essere fra i peggiori.

Blu Malva

domenica 6 settembre 2015

Sunday morning in the park, ovvero: inevitabile non diventare misantropi



Sono tendenzialmente un'esteta: tendenzialmente in quanto non miro alla ricerca del perfezionismo o ad altre esagerazioni. Dedico attenzione e cura alla mia persona, salvo periodi in cui ho altro per la testa. Questo è uno di quei periodi in cui tengo alla forma e, di conseguenza, a vedermi bene, così cerco di unire l'utile al dilettevole: mi reco spesso, ad esempio, in uno dei parchi cittadini per un sano e costruttivo movimento. Il parco è delizioso (poche cose non lo sono nella mia città, dal punto di vista estetico, devo ammetterlo) ed il moto diventa più piacevole. Se però questo parco è IL parco ove si riversa la metà di popolazione sportivamente attiva, il tutto può diventare, ahimè, anche stressante. Sono quattro le cose che mi rendono la massa sopportabile: l'isolamento mentale, la concentrazione sul meccanismo del mio corpo, la contemplazione della bellezza del luogo e il raccogliere dati sulle varie tipologie umane per farne ironia.
I risultati sono interessanti. A parte che ci si può tranquillamente sentire membri dello spionaggio e del controspionaggio; mi spiego: senza volerlo, ci si trova ad ascoltare tranci di conversazioni private di ogni sorta; questo perché la gente non sta mai zitta, nemmeno quando corre ed ansima o è prossima alla svenimento causa mancanza di fiato. Una volta ho visto un tizio che scriveva sulla tastiera del cellulare (mentre correva). Mi chiedo come siano possibili tali prodigi.
Oltre a non tacere, il tono della voce è il più delle volte alto (ma perché la gente deve parlare ad alta voce?): si va dai pettegolezzi su amici/colleghi, agli sfoghi circa i figli; dai consigli sui cani alle avventure vacanziere; ci sono poi anche cenni su pratiche burocratiche di varia natura; scambi di notizie circa le prestazioni podistiche e relative gare; e via dicendo.
La tipologia dello sportivo del parco si differenzia: si va dall'iper tecnico professionista al buttato su basta che sia; dalle donne iper tirate, forti dell'abbronzatura che nasconde meglio la cellulite ed i cedimenti tipici della mezza età agli pseudo sportivi, quelli che sono più casual che altro e che più che sudare portano a spasso il cane, mentre parlano al telefono e fingono di muoversi. Gente che fa sul serio e gente che non si sa bene perché sia lì, forse per mettersi a posto la coscienza.
Stamattina ho anche scoperto che si può correre in ciabatte: me lo ha dimostrato un signore non più giovanissimo che, ciabatte a parte, aveva una tenuta ed un fisico da sportivo professionista, con tanto di cardiofrequenzimetro al braccio. Insomma, il repertorio è vasto.
Alla fine dei miei giri, mi sento bene, ma non posso evitare di scuotere la testa almeno una volta. Forse mi spunta anche un ghigno sul volto, mentre penso che il mondo non è bello perché è vario, piuttosto perché è avariato.
In quanto alla gente, è assolutamente vero che non sta mai zitta. L'unico modo per farla tacere è ...
Sì, quello.
Inevitabile diventare misantropi, credo.

19 commenti:

  1. eh vabbè il vialetto del tramonto... (Cit)
    LaMiller guarda che la misantropia è una cosa bellerrima ...e fidati di Pier :P

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    1. Guarda Pier che con me sfondi una porta aperta nel giudicare bellerrima la misantropia :-) Me ne convinco sempre di più, ogni volta che osservo la gente.

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    2. A proposito, Pier... non è che mi volevi far sentire Gloria Swanson mentre scende la scalinata, eh???? :D

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  2. Sono su quella china anch'io. Proprio ieri un tizio in bici mi ha tagliato la strada: mentre pedalava aveva la sguardo fisso sul cellulare. Penso che abbia ragione l'amico Darwin qui a fianco.

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    1. Mi sono permessa di "mettergli in bocca" quelle parole... ma credo che se fosse ancora in vita anche lui sarebbe d'accordo, quanto noi. :-)

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  3. Se non ci fossero "loro" tu non potresti distinguerti.
    E non dirmi che non e' superba e misantropa questa! ;)

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    1. Oh sí che lo è! Ma è anche veritiera, e diciamocelo!! :)
      Non sono mai stata superba, anzi, molto spesso ( e a torto) mi sono sottovalutata, probabilmente per un senso di insicurezza che mi ha sempre seguito. Ultimamente mi sento piú sicura.

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    2. Io sooo guarito da un pezzo! ;)

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  4. Correre in riva al mare all'alba ti fa amare il genere umano.
    Ti fa amare che ancora dorma.

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    1. Rido...
      Quando ho annoverato la bellezza dei luoghi fra le cose che rendono sopportabile la gente, intendevo anche questo. Non ho specificato gli orari...l'hai fatto tu. :)
      Bentornato Franco! Spero che la vacanza ti abbia "nutrito" del necessario :)

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  5. E che te ne pare di quelli che corrono, sempre in tiro e super griffati, attaccati al loro cellulare per parlare col fiatone a chi non si sa?

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    1. Ecco, ci sono anche quelli, naturalmente. Pare che il cellulare ormai sia parte integrante del corpo, tipo il quinto arto o la terza mano. Figurati se lo si abbandona durante la corsa!

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    2. Riporto le parole di Giovanni Lindo Ferretti che a me_mi garba sempre parecchio.

      "La quasi totalità degli esseri umani manipola una protesi connettiva che dispensa barlumi di vitalità."

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    3. @Uomo: si riferisce anche lui al cellulare? Se sí abbiamo avuto la stessa visione.

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    4. Un po' di tempo fa, a proposito di umani e cellulari, scrissi un post: Il telefonino è un'appendice corporea.

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  6. sai che è così anche in bici? c'è chi non riesce a tacere nemmeno esalando l'ultimo respiro.
    ml

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    1. Ci credo, Massimo.
      L'ho scritto: l'unico modo per far tacere le persone (la maggio parte) è togliere le funzioni vitali (o tagliare la lingua)

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  7. Almeno io sono coerentemente "tirato via" in tutto. Quando sono nato io l'estetica doveva avere altri impegni.
    GEV

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    1. Caro GEV, c'è chi si impegna davvero per "tirarsi via da tutto" ma credo sia un'operazione - per quanto accurata - che non si potrà mai portare a termine, non completamente. Non finché si resta in vita.

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