.

I social network hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli.

Umberto Eco


Spero di non essere fra i peggiori.

Blu Malva

sabato 12 settembre 2015

Res privata principis

David Ho


Non c'è nulla interamente in nostro potere, se non i nostri pensieri.

Cartesio


Riprendo la massima di Cartesio e vi aggiungo qualcosa:

Non c'è nulla interamente in nostro potere E DI NOSTRO POSSESSO, se non i nostri pensieri.

In questi giorni la ripeto mentalmente quasi fosse una litania. Il primo segnale della pazzia? Non credo. Credo invece sia una presa di coscienza, quelle che arrivano soltanto alla fine di un percorso cruento. Una presa di coscienza che, ben lungi dall'essere scontata e banale come parrebbe, contiene il nocciolo dell'esistenza. Non è uno scrivere senza reale cognizione di causa, giusto per riempire uno spazio o catalizzare l'attenzione di qualcuno, bensì un sentire sulla pelle, anzi, sotto, oltre la calotta cranica,  incollato alle cellule nervose, al respiro ed al pulsare.


6 commenti:

  1. Certo che non sei pazza, hai solo scoperto un lato della vita.
    Mi sembra di cogliere un rifiuto, da parte tua, a qualcosa di inaspettato.
    Spero di sbagliarmi , ad ogni modo penso che la tua intelligenza ti sarà di molto aiuto.
    Cristiana

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No, Cristiana, non si tratta di un rifiuto a qualcosa di inaspettato. Si tratta solo di consapevolezza: prima appariva come immagine sfuocata, ora nella sua nitidezza. La massima (anche dopo la mia aggiunta) va letta proprio alla lettera.

      Elimina
    2. o, se vuoi,in altre parole: le uniche cose di cui siamo totalmente padroni e che possiamo considerare indissolubilmente nostre sono i nostri pensieri.

      Elimina
  2. Dici che siamo fatti della stessa sostanza dei nostri pensieri?
    Parafrasando chi sai già.
    Hai perfettamente ragione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Una cosa del genere, sí. Tutto ció che è fuori da noi stessi, ció che definiamo nostro, siano beni materiali o fisici, non importa, è soggetto in qualsiasi momento alla sparizione, ad un mutamento di stato: da "nostro" a "di qualcun altro".I nostri pensieri, invece, che poi sono la nostra essenza, restano fino alla morte , integri, malconci, scalpitanti, immobili, aridi, fertili....ma nostri e solo nostri, sotto la nostra guida e volere, adattabili ad ogni stato d'animo.

      Elimina
  3. Dal Cogito ergo sum è facile arrivare a questa consequenza. Il pensiero nostro? E quando lo rendiamo pubblico? Quando lo confrontiamo ( apriparentesi) e lo modifichiamo? Nella metamorfosi quanto resta dell'origine? Perchè rendere pubblico il pensiero, anche su una pagina virtuale aperta come questa, rappresenta un certo rischio. Immutabile il pensiero difficilmente lo è: perchè cambia? Come? Esibirlo lo libera da noi? E se non trova rispondenza?

    RispondiElimina