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Umberto Eco


Spero di non essere fra i peggiori.

Blu Malva

domenica 13 settembre 2015

Profumo di carta



Entrai nella libreria e aspirai quel profumo di carta e magia che inspiegabilmente a nessuno era ancora venuto in mente di imbottigliare.

C.R. Zafon, Il gioco dell'angelo



Siete dipendenti dall'annusare i libri ?
Io sì. Appena acquistato, più e più volte durante la lettura ed anche alla fine, quale commiato.




11 commenti:

  1. eh la faccenda non è mica così semplice, ci sono odori diversi, i libri nuovi, quelli con le immagini patinate, i volumi del ventennio di carta autarchica fatta con gli stracci di cotone, gli spartiti musicali, i volumi rilegati in cuoio ...
    cmq LaMiller se stai così a leggere da quella biblioteca ti cacciano di sicuro

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    1. Verissimo, gli odori cartacei sono molteplici, dipendenti dal tipo di carta su avviene la stampa. Io ho iniziato ad annusarli da piccola e non ho più smesso. Mentre ho scritto il post pensavo soltanto ai libri comuni,contemporanei, i classici romanzi o saggi, senza illustrazioni e con la carta ruvida.

      A parte che quell'abito è tutto fuorché comodo... :-)

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  2. L'odore dei libri nuovi sa di inchiostro e carta.
    Ma l'odore dei libri più vecchi ed usati sembra raccontare la polvere, le stanze, la luce e le dita di chi l'ha sfogliato.

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    1. Sì. Ogni tanto mi capita di prendere in mano qualche libro vecchio, letto magari vent'anni fa; annuso anche quelli ed è come scrivi tu: sanno di tempo e di vita.

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  3. Devi divaricare e andare fino in fondo e aspirare il divin, profumato odore!
    >;)

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  4. nah, solo se sembra molto vecchio e usato.
    E solo una volta, all'inizio.

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