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I social network hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli.

Umberto Eco


Spero di non essere fra i peggiori.

Blu Malva

venerdì 28 agosto 2015

Se questo è un uomo

Francis Bacon



Non so come definire lo stato in cui si considera ormai abituale la notizia della morte di un uomo. Tanto abituale da sorseggiarla insieme al caffè al mattino, da infilarla nel panino a pranzo, o fra un tragitto e l'altro della giornata. Che poi non si tratta di uno soltanto, ma di decine se non centinaia, ogni giorno, ormai da mesi e mesi a questa parte. Non so come definirlo. Come un disco che salta e continua a ripetere le stesse note fino a che non si sposta la puntina su di un altro solco?
Ad interrompere (finalmente) la monotonia delle dipartite in mare, per stenti, soffocamenti in stive, affondamenti delle carcasse chiamate - non so con quale diritto - imbarcazioni, ecco le ultime novità concernenti i luoghi e le cause di morte, complici gli spostamenti delle masse profughe verso il centro ed il nord dell'Europa: cadaveri nell' Euro tunnel, investiti da Tir o fulminati dall'alta tensione; cadaveri investiti da treni in transito, mentre camminano sui binari; cadaveri soffocati in un Tir abbandonato sull'autostrada. Mancano gli schieramenti di poliziotti, dietro i muri di filo spinato (un dejà vu, mi pare), che sparano sui migranti. Questione di tempo, e forse arriveranno.
Questi profughi non ricordano forse le corse disperate dei topi quando vogliono salvarsi dal naufragio? Certo i buonisti, gli ipocriti e tutti i loro affiliati saranno sconcertati da questo paragone, e probabilmente anche dal tono adottato in questo post. A loro è estraneo il termine ironia. Non lo era al signor Orwell, che settant'anni fa scrisse La fattoria degli animali. Dove finisce la bestia ed inizia l'uomo? Dove finisce l'uomo ed inizia la bestia? O non vi è separazione? Un' osmosi. Del resto bestie lo eravamo; ci siamo evoluti e non un granché bene, visti i risultati. Ed il termine bestialità non è certo stato coniato perché fosse riferito ad azioni compiute da animali, anche se loro lo hanno ispirato. E' ormai noto che il livello di crudeltà raggiunto dall'essere umano ha ampiamente superato quello bestiale, senza contare che le bestie agiscono esclusivamente al fine della sopravvivenza. I nostri fini sono ben altri. Quindi, sarebbe cosa ben fatta, non fosse altro che per coerenza, sostituire bestiale con umano.
Credo che il signor Levi non me ne avrebbe voluto per avergli preso in prestito il titolo di un libro. L'eccidio (o meglio genocidio) era di altra gente, è vero, e per motivi diversi (se di motivi si può parlare). Ma la dignità, il valore dell'uomo non cambiano. Non cambia la noncuranza degli assassini mentre picchiano, torturano, lasciano morire ragazzini, donne, uomini, bambini. Dignità e valore umano calpestati, come fossero blatte. A proposito di bestie. Chi sono, dunque, le bestie e chi gli umani?


6 commenti:

  1. Nulla da aggiungere al quel tu t'hai sofferto se non un: ma quanta la tristezza e il sapiens-sapiens

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    1. D'una tristezza che nemmeno la tragedia greca (quella originale, ante Tsipras) eguaglia.

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  2. Mi viene in mente "Ecce homo". Ma quello di Nietzsche però.

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    1. Dicendo certe cose si viene presi per pazzi, a lui capitò anche questo. Del resto "omologati o sei fuori". Siccome io ci sto stretta in certi abiti, vado per la mia strada.

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  3. Di una brutalità sacrosanta, il tuo post.
    L'uomo ha finto di volersi allontanare dalla sua parte bestiale. In realtà ha solo cercato di nasconderla o camuffarla.
    Cristiana

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    1. Di questi tempi occorre essere brutali per aprire gli occhi alla gente, che poi se va bene li apre a metà, per comodo. L'uomo non solo si è allontanato dalla sua parte bestiale, ma lo ha fatto nel peggiore dei modi, ubriaco di arroganza e boria. Il risultato è un essere cialtrone quanto insicuro, distruttivo quanto fragile. Peggio di così....

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