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I social network hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli.

Umberto Eco


Spero di non essere fra i peggiori.

Blu Malva

venerdì 21 agosto 2015

Mani che impastano a memoria



Quasi mi ero scordata di come fosse questo vivere: nemmeno trenta gradi, vento leggero, durata del giorno accorciata. L'incubo è finito, la stagione offre gli ultimi scampoli piacevoli, quasi a farsi perdonare per colpe non sue, lei, che ha la sola responsabilità di chiamarsi estate. Mi soffermo ad osservare le foglie dei tigli mosse dall'aria fresca, la diminuzione di luce rispetto allo stesso orario, un mese fa, e mi abbandono a piccoli ritrovati piaceri, senza pretendere nulla. Piccoli, silenziosi, discreti. Quasi a volersi nascondere per poi svelarsi attraverso i tratti rilassati del viso, il respiro lento, le labbra libere dal morso dei denti (mio ultimo vizio, quando sono tesa).
Anche lo scrivere è diventato disteso, ricorda un gesto sapiente, antico, mani che impastano a memoria, che creano forme e sapori. 
E' in questi frangenti che sento di volermi bene; in questi frangenti mi perdono per tutte le volte che non l'ho fatto. Tengo la farina fra le dita, finché resta, e mi ci sporco il viso.





7 commenti:

  1. mani che impastano parole e torte, a memoria ma non distrattamente. Ottimo!
    ml

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    1. In cucina non è ammessa distrazione! :)

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  2. C'è sempre un dietrolangolo che senza tempo che aspetta il suo equinozio

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