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Umberto Eco


Spero di non essere fra i peggiori.

Blu Malva

sabato 11 luglio 2015

Quando il vento trasportava storie

Giorgio De Chirico, Cocomeri con corazza e paesaggio



Un tempo credevo che il vento portasse storie e le raccogliesse. Mi sono sempre chiesta dove portasse le mie, a quali orecchie, a quali occhi e mani, perché le storie si guardano e si toccano se si è davvero in grado di ascoltarle. E si fiutano, anche. Vi sono briciole di storie che galleggiano nell'aria calda, si perdono nella luce accecante del sole tanto da rendersi invisibili; vi sono cocomeri squartati e corazze abbandonate nell'arsura a bruciare. Fondamentalmente odio l’estate. Silenzio. Caldo. Pelle umida. Respiro lento. Occhi socchiusi. Piedi scalzi. Cielo terso. Così maledettamente terso da sembrare finto. Anche gli alberi stanno in silenzio. Sudano silenzio. L’estate stessa è silenzio, interrotto soltanto dalle cicale, dai cieli notturni, dalle membra inquiete tra lenzuola e acqua, tra acqua e pavimento, tra pavimento e insofferenza. E le cicale non stanno mai zitte, irrompono senza pietà né buonsenso. La loro natura le esorta a farlo.

Pace. Caos.
Cocomeri squartati, corazze abbandonate nell'arsura a bruciare. Spighe mature, fertilità. E poi i campi nudi e lo spettacolo surreale delle balle di fieno: ai miei occhi, quando il vento trasportava storie, erano reperti preistorici, scordati lì dal tempo e dagli uomini. Quando il vento trasportava storie, tra mille suoni e mille vite, tra silenzio ed agonia, d'estate.






13 commenti:

  1. L'unica cosa buona dell'estate è la stagione che la segue.
    Rido...

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    1. Dipende dal tipo d'estate.
      I cambiamenti climatici dovuti all'inquinamento antropico stanno africanizzando il clima (traduzione gergale de "la cellula di Hadley tende a spostarsi a nord") e l'estate africana ci manda in crisi perche' non siamo ne' evoluti ne' preparati per essa.

      La nostra specie e' SEMPRE responsabile delle varie nefandezze.
      Anche della distruzione del clima estivo (atlantico/azzorriano) in cui siamo cresciuti da piccini e al quale siamo abituati.

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    2. UnUomo, ti ringrazio per il tuo apporto sull'aspetto antropico, diciamo, della questione. Il fatto è che in questo periodo io non riesco proprio ad arrivare a tanto e mi limito, in modo irritante, ad odiare il caldo e la stagione presente. Se poi vogliamo parlare dell'uomo e delle sue colpe (non solo legate agli aspetti ambientali), con me sfondi una porta aperta: il mio livello di misantropia è a livelli discreti, tanto da chiamare l'evoluzione "involuzione". Sono poi tendenzialmente asociale (salvo eccezioni ed umori personali) ed idiosincratica.
      In poche parole: mi urticano un po' tutti e tutto, ed il caldo peggiora la situazione. Vedi tu.

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    3. Uh, ecco un'altra orsa. :)
      A me_mi sono molto simpatici le orse e gli orsi.
      Sostanzialmente sono persone intelligenti che non si piegano a conformismo e ipocrisie.

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    4. Questo sicuramente, a costo di restare con cicatrici indelebili a seguito delle frustate (date dal conformismo ed ipocrisia, ai quali aggiungo ignoranza e pochezza interiore)

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  2. le briciole sono il vero nutrimento delle nostre letture.
    forse perchè portata dal vento ma una storia difficilmente mi arriva intera, ne colgo un frammento, una frase particolare, che a volte coincide con le intenzioni di chi scrive e allora è sintonia, altre se ne distanzia, ma non per questo per me ha meno valore. è in ogni caso la briciola che nutre.
    ml

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    1. A me le briciole non nutrono, possono farmi venire appetito. Questo sì. Il cosa e come mangerò non mi è dato saperlo.
      Ci sono lunghi periodi di inappetenza, anche con briciole che attendono di essere raccolte. Altri periodi in cui, pur raccogliendo le briciole, il pasto non arriva.
      Rare eccezioni in cui alle une segue l'altro, ed è allora che mi sento sazia.
      Rare eccezioni.

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  3. Il vento raccoglie, con una pazienza che sa dell'entropia, quelle che chiami storie e son soltanto scorreggine d'uomo al si consola; e se le ammucchia in una gran discarica: gli appicca il fuoco perché siano vere e c'è l'estate, il caldo che tu soffi è nostalgia

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  4. Mi metti una erre in mezzo a quel soffi — prego — finché non senti che impara a soffrire

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    1. Scoreggine d'uomo mi piace assai.

      Io metto la "r" ma anche senza aveva un suo significato, se glielo si sa dare. Un drago nostalgico che soffre e soffia.

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  5. l'estate avvicina le persone, per questo non la sopporto

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    1. Tu dici, Pier? Io non sopporto contatti quando sudo. Tranne dovute eccezioni, nel caso.

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