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Umberto Eco


Spero di non essere fra i peggiori.

Blu Malva

mercoledì 22 luglio 2015

Non sempre la prima impressione è quella che conta

M. C. Escher, Metamorfosi II


impressióne s. f. [dal lat. impressio -onis, der. di imprimĕre «imprimere», part. pass. impressus]. – 

Fig. [...]
b) L’effetto, l’impronta che la realtà esterna determina, col suo intervento diretto o indiretto, sulla coscienza; e quindi ogni forma di esperienza, conoscitiva o emotiva, in cui la coscienza appaia colpita dallo stimolo esterno, e presenti rispetto ad esso un atteggiamento di passività [...]

(da www.treccani.it)


Quando devo ricredermi sulla prima impressione datami da una persona o da una situazione, provo - oltre la classica delusione - un leggero senso di sconfitta. Scordo che per conoscere non sono sufficienti pochi dettagli, anche se questi ultimi sono giudicati dalla coscienza fondamentali; scordo che occorrono più tempo ed informazioni. Lo scordo perché mi abbandono spesso all'istinto e non sempre l'istinto indovina: questo accade quando è disturbato da un entusiasmo esagerato e, soprattutto, dalle aspettative.
Gli animali non possiedono i nostri livelli di coscienza, né i nostri strumenti di elaborazione: per questo il loro istinto non fallisce mai. Non è condizionato da nulla, è pura sopravvivenza. Dovrei ricordarmene più spesso.

26 commenti:

  1. è sempre lo stesso discorso. Il pregiudizio è sbagliato? Si? no?
    I marlene kuntz mi hanno detto che è una limitatezza inevitabile, una debolezza inesauribile.

    Infatti la prima impressione - anche se, ovviamente, si tratta per l'appunto di una prima impressione, quindi non può darti una panoramica completa dell'individuo che ti trovi di fronte- spesso è più che sufficiente per capire se ne vale la pena.

    Delusione quindi ok, ma il leggero senso di sconfitta?
    Che c'è? hai conosciuto uno che pareva fico invece è il solito coglione pollo ignorante?? ;-)

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    1. Più che pregiudizio la definirei proprio "cantonata". Che poi sia una limitatezza sono d'accordo; forse anche inevitabile.
      Non ho conosciuto nessun "pseudo fico", parlavo in generale, poi è chiaro che le "cantonate" riguardano anche l'approccio con l'altro sesso. Ho comunque constatato (come credo tutti) che la prima impressione non sempre è quella giusta, nel bene e nel male.
      Il senso di sconfitta (leggero) è perché confido molto nel mio istinto, solitamente buono. Solitamente, appunto.
      Dalla nostra (in)evoluzione abbiamo acquisito molti benefici ma anche parecchi svantaggi: siamo diventati troppo complicati, ci siamo distaccati da quella che è la semplicità, nuda e cruda. Troppi condizionamenti, troppe seghe mentali, troppo stress, troppa arroganza.
      Forse anche per questo prendiamo abbagli.

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    2. Si, è che volevo dire, boh, magari sono io che ho culo, ma mi pare che il mio istinto funzioni, nel senso che, solitamente, la prima impressione è quella giusta, ecco.
      E mi risparmia un sacco di rotture di cazzo.
      Si può scrivere cazzo, qua?

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    3. Ho letto cose peggiori. Si può scrivere.

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  2. Oppure prendi atto che l'istinto esiste, ha dei limiti, come ogni cosa.
    Può essere una confortante e rassicurante considerazione.
    Gli animali...
    Lo pagano con l'essere un po' più soggetti a condizionamenti pavloviani.
    E falliscono eccome quando certi stimoli avvengono in ambienti e situazioni diverse da quelli associati alla risposta nota, automatica.

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    1. Gli animali seguono soltanto la Natura ed il primordiale istinto di conservazione. Se falliscono è perché qualcosa a loro estraneo (e quindi contrario alle leggi della natura) si è intromesso.

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    2. Infatti noi che siamo La specie versatile, abbiamo pagato questa capacità con la riduzione dei meccanismi istintivi (o istintuali?).
      L'istinto di conservazione è molto forte anche negli homo, direi.

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    3. Sì, appunto, abbiamo ridotto la potenza dell'istinto.
      Ciò non toglie che abbiamo un forte istinto di conservazione (vi è una voce nelle mie Etichette che è appunto "Istinto di conservazione", dove inserisco i post in cui racconto del mio); il problema è che siamo diventati goffi, anche per le ragioni che ho elencato nella risposta a Bill Lee.

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  3. Conosco pipistrelli che un dietro l'altro sbattono su enormi farfalloni giganti non potabili a eco farlocco e si divertono in un delirio da digiuno masochista

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    1. Eh... non sapevo di questa cosa. Evidentemente c'è un perché in quel loro strano rituale, nulla avviene a caso nel regno animale.

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    2. io a volte lo amo,il pedone.

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    3. Non si tratterà, per caso, degli stessi pipistrelli che se gli capita una farfallona coi fiocchi, propensa alla conoscenza, se la lasciano scappare per misteriori motivi?! Strana specie, sicuramente.

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    4. Ci sono pure le balene che si arenano per istinto. Noi ci areniamo con gli esseri umani stronzi. Che non sono pochi. Si può dire stronzi qui? Si, hanno detto pure cazzo..

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    5. Certo, si può dire anche stronzi. Gli epiteti di un certo tipo sono ammessi dalle 6 alle 10 e dalle 15 alle 19.

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  4. anche io pensavo questa cosa, l'istinto, il piacersi a pelle oppure no. si sbaglia o è arrivare prevenuti?
    poi ho sentito una trasmissione radio dove ne parlavano diffusamente e consigliavano un libro di DeBecker, il dono della paura, che trovo fondamentale per riattivare l'istinto che ognuno di noi possiede ma che tende a dimenticare

    ps lo scarichi gratis da questo sito :)

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    1. Ti ringrazio, Pier.
      Senza averlo letto (non ancora) immagino che il titolo sia "la soluzione" o, quanto meno, l'aiuto per riattivare l'istinto: la paura, avere paura. E se così fosse sarebbe un ottimo spunto di riflessione

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    2. in certe parti è molto interessante, altre sono noiose o per addetti ai lavori, tuttavia nell'insieme porta esempi concreti per riattivare l'istinto ed essere più sicuri delle proprie impressioni sulle persone che conosciamo e su come gestire certe dinamiche.

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  5. bè, il cane per istinto sbranerebbe ogni gatto, ma tu falli crescere assieme da piccoli e diverranno amici.
    tornando agli umani, certo che la prima impressione non è infallibile, ma quando funzione gratifica tanto da compensare la delusione di quando dobbiamo ricrederci (a mio parere)
    ml

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    1. Quando funziona c'è soddisfazione, certo.
      In quanto al cane ed al gatto... è vero che il cane per istinto attaccherebbe il gatto ma ho visto, più di una volta, cani messi alla fuga con la coda fra le gambe: Alcuni temono i gatti perché sanno (sempre per istinto e/o esperienze precedenti) che il felino può diventare una furia e fare male :-)

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  6. Dipende dalla prima impressione.
    A volte può essere spiazzata da una seconda impressione ancora più folgorante ed entusiasmante.
    A volte può essere devastata da una seconda impressione completamente diversa, negativa e deludente.

    Ecco. Nel secondo caso ci si arrabbia con se stessi per non essere stati abbastanza bravi da capire chi si aveva di fronte fin dal primo istante.

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    1. Ecco, hai capito cosa intendevo con "senso di sconfitta".

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  7. Noi abbiamo il dna che ci fa sbattere ripetutamente la capoccetta come il pipistrello pedoniano. Se è la prima impressione che ci impressiona. Ci impressionerà anche la volta successiva. Siamo evoluti. Ma spariremo prima delle mosche.

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    1. Gli ultimi a sparire saranno gli scarafaggi, comunque. ;.D

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  8. Giusto perché l'avevo dimenticato: ho visto quel quadro di Escher.
    Alla mostra che si è tenuta a Roma qualche mese fa al Chiostro del Bramante.
    Escher è magico, c'è poco da dire.

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    1. Io l'ho visto un paio di anni fa a Reggio Emilia. Magico mi pare un buon aggettivo da affiancare alle sue opere, perché davvero si ha la sensazione di trovarsi difronte ad uno spettacolo di magia.

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    2. Magicissimo.. chissà se sono mai entrato in quella mostra.. o se ne devo ancora uscire..

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