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I social network hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli.

Umberto Eco


Spero di non essere fra i peggiori.

Blu Malva

lunedì 6 luglio 2015

Farfalle bianche a riposo (o Messidoro)

Louis Lafitte, Messidore


Clichy-sous-Bois, 17 Messidoro anno CCXXII *


Caro J.,
immagino di sedermi su di te, a gambe aperte, il viso di fronte al tuo. Non siamo tenuti a seguire il galateo, mai lo abbiamo fatto.
Ti scrivo a messi mietute, respirando l'aria bollente che mescola l'odore di fieno a quello della pelle sudata, appollaiata all'ombra di un pioppo. Pare una lancia puntata verso il cielo, il pioppo, ed io appoggiata al suo tronco ad ascoltare le strategie di guerra.
O sono le mie?
Consentimi di guardarti negli occhi, cittadino, e di non abbassare lo sguardo, ché mai voglio farlo davanti a te, nemmeno quando ti parlo d'amore: una cosa vasta e priva di certezze; me lo invento per dare una giustificazione al fatto che esista, quanto meno, sottoforma di vocabolo. Me lo invento senza alcuna pretesa, sorda all'altrui interpretazione, ché dell'altrui poco ci importa.
Ti scrivo senza sapere se è giusto o sbagliato, nessuno può saperlo; ti scrivo nella mia ignoranza curiosa, nel mio esprimermi insolente, e mi lamento, comme on a fait dans le cahiers de doléances.
Per il fatto che ho un ammanco.
Invisibile, inodore ed insapore.
E quando respiro l'estate, che cuoce tutto per antica ricetta, vorrei bruciasse insieme alle sterpaglie e mi lasciasse tranquilla.
Ora mi alzerò, cittadino, smetterò di scrivere. Piegherò il collo all'indietro per seguire fino alla cima l'estensione della lancia. Immaginerò che dichiari guerra, che buchi l'azzurro asfissiante e spietato, che sfidi persino il sole.
Ed alla fine immaginerò il suo urlo, che è anche il  mio, prima di accasciarsi al suolo sotto il peso di un nemico troppo potente.
Poi leggerò la lettera, sorriderò e la strapperò. 
I frammenti di carta sembreranno, da lontano, farfalle bianche a riposo. 


V.        




* la data è scritta secondo il calendario della rivoluzione francese o repubblicano, e corrisponde a 6 luglio 1794 .
Tale calendario rimase in vigore, in Francia, dal 24 ottobre 1793 al 1 gennaio 1806, quando venne abolito.
Fu ripristinato per un breve periodo durante l'esperienza della Comune di Parigi, nel 1871.

14 commenti:

  1. "Poi leggerò la lettera, sorriderò e la strapperò."
    Signorina V. noto che dopo oltre due secoli lei ha mutato nome ma non il rapporto ambivalente con ciò che scrive. Però propone un'immagine consolatoria che adotterò ogni volta che sparirà un suo post: mi sforzerò di vedere farfalle bianche svolazzare nell'etere e prometto che sorriderò.
    ml

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    1. Ah...ma io non ho avuto la fortuna di conoscerla, la signorina V.
      Non so chi sia. ho trovato per caso questa sua lettera!
      :)

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    2. L'incipit sotto la foto della testata...perchè? E' molto impegnativo.

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    3. Beh...trovo che in ció che pensa il signor Eco vi sia un fondo di veritá. Ovviamente chi comunica attraverso internet non sempre è imbecille (e per fortuna).
      Io spero, appunto, di non essere fra i peggiori. Un po' di ironia non guasta, no?

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  2. anche qui si parla di lettere, bel periodo quello della rivoluzione, lo ricordo con nostalgia, per il coraggio di cambiare che alimentava i cittadini. mutarono pure gli orologi che segnavano giornate di venti ore. di quel tempo restano il sistema metrico decimale, il litro, il chilo ... il potere del popolo invece ce lo siamo perso

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    1. Ritengo la rivoluzione francese la piú grande fra le rivoluzioni, per tutto ció che ha rappresentato ed apportato. Avrei voluto viverla. Mi posso limitare a ricordarla attraverso post e immagini (Saint-Just è un mio mito).

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  3. "E quando respiro l'estate, che cuoce tutto per antica ricetta, vorrei bruciasse insieme alle sterpaglie e mi lasciasse tranquilla." Grande come la rivoluzione. Tra un po' sarà di nuovo ora.

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    1. Mi farò trovare pronta.

      Un sorriso.

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  4. Un calendario arrogante che ha cercato di far strame della struttura sostanzialmente biologica del calendario giuliano / gregoriano.

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    1. Tutte le cose che rivoluzionano sono giudicate arroganti, in quanto vanno a sostituire un sistema pre esistente. Il calendario repubblicano che tu giudichi arrogante, è per me dimostrazione di come una rivoluzione possa essere fatta a 360 gradi.

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    2. L'illuminismo perse i lumi della ragione quando pretese di sostituire la biologia con l'irrazionale razionalità.
      Se si pensi è la stessa hybris babeliana.
      Se consideriamo che dall'illuminismo poi è derivato il progressismo, il tecnoteismo, fino all'ostilità alle leggi della natura, culminati ideologicamente col culturalismo e l'ostilità a scienza e conoscenza (della biologia) e praticamente con la volontà di distruzione della cultura contadina "conservatrice" concretizzatisi nello sterminio vandeano, poi staliniano e dei khmer rossi di milioni di contadini.

      Insomma, le rivoluzioni contro natura.

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  5. Risposte
    1. Ti ringrazio, con sorriso.
      Se avrai tempo e voglia, credo che da queste parti ci sarà un banchetto (buffet mi suona troppo borghese - e rido) il 14 luglio. Vietatissime le culotte! Permessi gli infradito.

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    2. Grazie: faccio una doccia allo scansa, non troppo, la tua bestia—al piace ad essa

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