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Umberto Eco


Spero di non essere fra i peggiori.

Blu Malva

lunedì 13 luglio 2015

Diversamente versi: Trapezi di pietra



Katia Chausheva


Minimalismo obbligato,
emozioni in linee rigide e spigolose:
ecco i miei trapezi di pietra.
L'insofferenza spinge sotto la pelle,
taccio immobile, distesa sul pavimento
come un gatto quando fa caldo
che altro non può per respirare.

Non è ancora tempo.


8 commenti:

  1. È lunga attesa, quando aspetti che suoni un altro idioma

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    1. In effetti mi sento un po' Estragone e Vladimiro insieme (perché du is mei che uan, come ci ricorda una vecchia pubblicitá)

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  2. Minimale attraversa facilmente i confini
    nessuno lo degna di attenzione
    nessun pericolo
    svanirà alla fine del caldo dicono.
    Nascondi insofferenza
    celala se puoi sotto l'ultimo
    spigolo.
    Il tempo ha vita propria
    nascosta.
    Anche per due anime in una-

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    1. Diventa sempre più difficile nasconderla. I suoi colpi si intravedono da sotto la pelle e la carne, come gesti di un feto che si muove. Ho sempre creduto che il tempo abbia vita propria, ma "questo" tempo assume perfino le sembianze di un nemico. Sicuramente non è il tempo delle due anime in una, purtroppo.

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  3. amo il minimalismo in ogni sua espressione, meglio se non obbligato :-)
    ml

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    1. Questa volta è proprio obbligato. Almeno finché reggono le sbarre.

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  4. La pietra è un gran materiale.
    Io l'insofferenza l'ho per il materiale del (post)modernismo, la plastica.
    Facciamo che prendo i trapezi di pietra e ti lascio
    o - insegne in plexiglass
    o - bicchieri, piatti e posate USA&getta di plastica
    o - ventilatori e altri oggetti con parti di plastica (di merda)
    o - bottiglie di plastica
    o - partiti di plastica
    o - ideologie di plastica
    o - fiori di plastica

    Penso che non accetteresti. ;)

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    1. Infatti, non accetterei. Anche perché la plastica mi ha sempre dato l'idea della finzione. La pietra, invece, testimonia vita (pare un paradosso, ma non lo è).

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