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I social network hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli.

Umberto Eco


Spero di non essere fra i peggiori.

Blu Malva

lunedì 22 giugno 2015

Un nastro alla gola



Cado e ricado, inciampo e cado, mi alzo
e poi ricado, le ricadute sono
la mia specialità. Cos'altro ho fatto
...che fingere di uscire e ricadere dentro?
Nessuno mai che io strascini insieme a me
cadendo. Grandi equilibri mi circondano
ma non mi reggono, anzi proprio perché io cado
si sorreggono [... ]

Patrizia Cavalli


Per una volta mi concedo la pigrizia di lasciare le parole agli altri, soprattutto quando riescono ad esprimere esattamente il mio stato, il mio essere, in un dato momento o come tratto indelebile della mia natura.
Per una volta mi distolgo dal gioco, creato con me stessa, dell'assemblaggio  degli idiomi, del ricamo  degli enunciati, della rifinitura della punteggiatura, della ricerca della traduzione migliore, della meticolosa cernita della metafore ed altri merletti.
Per una volta sonnecchio e leggo e rileggo ciò che quella signora ha scritto, perché è esattamente così. Esattamente.
Sonnecchio e cedo al richiamo della stanchezza indotta che, forte della sua natura, riesce a scansare perfino il narcisismo e la necessità di rivelarmi al pubblico.
Domani non so.
Oggi è un nastro alla gola, un promemoria che non soffoca ma stringe il necessario.


3 commenti:

  1. anche quando non vuoi, finisci col dire, con grazia.
    e il nastro non è un nodo alla gola.
    ml

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    1. Il mio è un terribile viziaccio, che vuoi farci. Cerco di evitare ma poi qualcosa dico sempre.

      Il nastro stringe il necessario, non impedisce certe azioni. Semmai le ricorda, o le sottolinea, o semplicemente dona un quid. Ecco, non saprei scegliere termine migliore. Un quid.

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