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I social network hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli.

Umberto Eco


Spero di non essere fra i peggiori.

Blu Malva

martedì 23 giugno 2015

Il buio liquido




Avrei voluto che scrivessi sulla mia schiena ciò che non sei mai stato in grado di dire.
Le parole più difficili si sarebbero arrampicate sulle scapole, dapprima con fatica, poi con dimestichezza, come in un gioco.
Sulla superficie piana ti saresti potuto soffermare più a lungo, senza paura di perdere l'equilibrio.
Scrivermi addosso sarebbe diventato un rito, irrinunciabile.
Avrei serbato sul derma una parte fondamentale di te, che col passare delle ore si sarebbe assorbita, come la saliva, il seme, giù, più a fondo, nel buio liquido.
Che era il tuo rifugio.
Il tuo nasconderti al mondo e a te stesso.


7 commenti:

  1. il concetto è ben espresso... mi sento un maschio diverso! Di versi ne scrivo pochi, ma mi capita di trovare donne del tipo di quel tuo tipo...

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    1. Direi che nell'unicità individuale vi sono anche similitudini, o addirittura uguaglianze, con altri rappresentanti del genere umano (donne, nel mio caso). Un po' come gli insiemi: Io sono A ma al mio interno ho elementi presenti anche nell'insieme B, C, Z ...

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  2. Credo che sia un messaggio d'amore struggente.
    E non so neppure se la persona a cui sia rivolto se lo meriti...

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    1. Non lo so.
      Questo è stato un amore.
      Ed ognuno di noi ha amato nel proprio modo: pieno, crudele, splendido, vivifico, mortale, ...
      L'amore non esclude nessun aggettivo.
      E', e basta.
      Per il tempo che gli è concesso.

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  3. E non temi possano confondersi, quelle parole arrampicate, col tuo scriverti?
    Chè il nostro - scriverci addosso - non è mai facilmente riconoscibile, lo gettiamo teoricamente lontano, altrove ma ci resta impigliato sulla pelle.. non lo riconosciamo nostro, suona come di parole incolte, che lasciamo ribelli e libere.. hanno un sentore di selvatico che immaginiamo provenga da chissà dove.. mai dai nostri recessi...
    non temi possano confondersi, e legare financo?

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    1. No, ormai non temo nulla, né mi pongo più domande.
      So che ciò che ho ricevuto e donato (nel bene e nel male) è stato sincero, indiscutibilmente. E questo mi basta. Procedo oltre.
      Ho lasciato che certe sensazioni scivolassero sulle dita e da lì ai tasti: da qui il post che considero solo una passeggiata in un luogo famigliare ma senza dolore, in realtà. Solo malinconia, quella un poco resta. Ed è normale, credo.

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  4. Tu non temi, ma dubito che non ti ponga più domande. Appari fucina di domande.
    Incartate di splendida malinconia.

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