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I social network hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli.

Umberto Eco


Spero di non essere fra i peggiori.

Blu Malva

mercoledì 6 maggio 2015

Pensieri accartocciati in cielo variabile


 Antanas Sutkus:  Jean Paul Sartre in Lituania


E' dunque questa, la Nausea: quest'accecante evidenza?

(Jean Paul Sartre)



C'è una legge non scritta che arreca gioia e dolore e indifferenza? Che trasforma un credo in una disillusione, la fede in ateismo? Che sbatte con il culo per terra ogni volta che le chiappe poggiano su di una sedia? Che appanna la vista o, al contrario, illumina ogni meandro?
C'è una legge non scritta che mi induce ad organizzare queste parole in una sfilata per poi buttarle nel meschino e patetico calderone della condizione umana?
Una volta avrei partorito urla ed imprecazioni; ora tutto si scioglie in un sorriso ironico e in uno sguardo stanco: deve essere compatimento, sì, che non risparmia niente e nessuno.
Che grandi fessi sono i discendenti delle scimmie, tanto che non se può avere nemmeno pietà.

12 commenti:

  1. Mai come in questi giorni le tue parole sono profetiche. Per me.

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    1. Puoi chiamarmi anche Cassandra.
      Detto con un sorriso, naturalmente.

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  2. Che tanto l'ironia raramente viene colta, anche quella è sprecata...

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    1. Sai, Pippa, proprio perché pochi la colgono nel giusto modo, quando ció avviene si ha un minimo conforto: tra i discendenti non tutto è perduto :)

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  3. Se c'è questa legge.. mi sa tanto di umano, come il sorriso che spolvera, comunque, ogni stanchezza...

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    1. Fortunatamente tra i discendenti vi sono formidabili deus ex machina (che, guarda caso, sono anche coloro che colgono l'ironia, tra le altre cose...)

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  4. La maturità porta (un po' di) distacco e (un po' di) saggezza, Lisa.
    Anche tu non scappi.

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    1. Ma io non scappo, Uomo, osservo.
      Osservo e rifletto.
      E talvolta sorrido, appunto.

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  5. Inizialmente questo tuo scritto mi disorientava un po’. E’ una specie di viaggio nella disillusione, che parte da Sartre per arrivare all’amara conclusione di sapore darwinistico. Però, poi mi sono raccapezzato, grazie a Guido Ceronetti che ammonisce: ” Guai a non voler ammettere che l’uomo è sempre più criminale, più intollerabilmente pazzo. “. È necessario diffidare di se stessi, perciò, sapersi parte di una genia di malnati, di “fessi” come dici tu con ironia, di fessi cattivi, aggiungo io, con un po’ meno di ironia, temo.

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    1. Non è semplice dipanare i pensieri e renderli "comprensibili" a chi non è noi; talvolta si può disorientare, si può dar vita a differenti interpretazioni. Il monito di Ceronetti mi pare abbastanza in linea con ciò che penso.
      L'osservare i discendenti delle scimmie, o se vogliamo essere più raffinati "la vaste humanité", come la chiamava Baudelaire, conduce a tante riflessioni, la maggior parte di natura negativa (per lo meno le mie).

      L'ironia è un ottimo mezzo per sopravvivere, poiché - e riporto il pensiero di Kierkegaard già immortalato nella colonna del blog - " è l'occhio sicuro che sa cogliere lo storto, l'assurdo, il vano dell'esistenza."

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  6. Che bella questa foto.
    Davvero bella, sì.

    Esistenzialista lui, esistenzialista tu, in questo post.
    Ma ci può stare dopo tutto.

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    1. Ma sí, direi che ci puó stare.
      La foto è bellissima sí: fa parte di una serie in cui compare anche Simone de Beauvoir, durante il loro viaggio in Lituania.

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