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I social network hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli.

Umberto Eco


Spero di non essere fra i peggiori.

Blu Malva

mercoledì 6 maggio 2015

Pensieri accartocciati in cielo variabile


 Antanas Sutkus:  Jean Paul Sartre in Lituania


E' dunque questa, la Nausea: quest'accecante evidenza?

(Jean Paul Sartre)



C'è una legge non scritta che arreca gioia e dolore e indifferenza? Che trasforma un credo in una disillusione, la fede in ateismo? Che sbatte con il culo per terra ogni volta che le chiappe poggiano su di una sedia? Che appanna la vista o, al contrario, illumina ogni meandro?
C'è una legge non scritta che mi induce ad organizzare queste parole in una sfilata per poi buttarle nel meschino e patetico calderone della condizione umana?
Una volta avrei partorito urla ed imprecazioni; ora tutto si scioglie in un sorriso ironico e in uno sguardo stanco: deve essere compatimento, sì, che non risparmia niente e nessuno.
Che grandi fessi sono i discendenti delle scimmie, tanto che non se può avere nemmeno pietà.

sabato 2 maggio 2015

Anniversario di nascita


Attraverso un commento, lasciato sotto ad uno dei miei post preferiti, una persona che seguivo sulla piattaforma precedente (a) questa mi chiese: "Hai mai fatto caso che i post più belli hanno pochissimi commenti?".
Quello e la mia risposta furono gli unici due, infatti.
Sì, ci ho fatto caso, ogni volta.
E non so esattamente spiegarne il motivo: entrare nella testa della gente e cercare di interpretarne gli atteggiamenti può essere affascinante, all'inizio, inoltre è una mia predisposizione innata; poi il fascino cede il posto all'arrendevolezza e, per ultimo, all'indifferenza.
Forse dipende dai diversi modi di approcciare l'esitenza; dall'essenza individuale e dalla differenzazione del modus operandi, senza dubbio. Od ancora, molto più semplicemente, dal fatto che la gente non sa  cosa dire, cosa aggiungere, legge e volta pagina. Annoiata o meno.
Non mi sono mai soffermata molto sul fenomeno. Se lo facessi perderei la voglia di scrivere pubblicamente.
Di una cosa sono contenta, in ogni caso: essendo una blogger decisamente anomala,  mi guardo dal creare troppa pubblicità al mio spazio virtuale e sto bene con i miei pochi lettori. A malapena gestisco una decina di commenti per post (non oso neppure pensare a cosa accadrebbe con un numero elevato - venti, trenta, quaranta... - come accade in molti blog). Forse  mi darei alla fuga, cosa che mi è famigliare.
Quindi, concludendo: mi piace questo luogo raccolto, in cui riesco ancora a muovermi senza dover abbassare la luce. Scalza cammino sempre,  anche quando sono da sola: un certo tipo di silenzio (e di contatto) mi è necessario.

Ora: cosa c'entra tutto questo con il titolo del post?
Nulla.
Il fatto che sia l'anniversario della mia nascita è vero, però. E' solo un modo di dirlo dall'angolo del salone, il mio preferito, dove si può osservare bene distanziandosi dalla folla. Dove la luce non è altrettanto viva come al centro, ma paradossalmente ci si vede meglio.
Soprassiedo sulla torta, dovrei accendere troppe candeline, ma non posso evitare lo spumante: reputo il vino uno dei piccoli piaceri di questa vita.

Una flute a chi gradisce.

venerdì 1 maggio 2015

Diversamente versi: Fossilis





L'acqua ha trasportato sabbia e fango
a seppellirti ancora vivo.
Sfuggito alla decomposizione,
al ratto del vento,
al pasto dei necrofagi,
sei rimasto nella mia terra rossa,
al riparo.
Fossile vivente, organismo immutato,
calco, superstite dell'estinzione.
Paradosso di ogni credo,
sinonimo e contrario,
graffi il mio sguardo e lo accarezzi,
ogni volta che ti percorro.