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I social network hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli.

Umberto Eco


Spero di non essere fra i peggiori.

Blu Malva

mercoledì 29 aprile 2015

Conatus sese conservandi o Del verde




Un cervello abituato a produrre endorfine e dopamina con regolarità si sarebbe trovato nei guai  se da un giorno all'altro avesse invertito questa tendenza [...]. Rimanevano le lacrime e il conatus sese conservandi spinoziano [...]. L'istinto di conservazione, quel miserabile barlume che sradica il destino quando lo crediamo irreversibile. Si palesa quatto, infimo, decisivo.

(Marco Missiroli, Atti osceni in luogo privato)



Mi attardo a finire un libro per prolungare il numero di appuntamenti che ho con lui. Pochi gesti essenziali: infilo gli occhiali, allungo la mano, lo afferro, lo apro, mi immergo.
Il piacere è anche questo. Come lo è il camminare scalza: da un po' di tempo non posso più farne a meno.
Nella mia inquietudine sono serena: riesco a percorrere i miei confini, ad estenderli durante un'inspirazione profonda, a trattenere la nuova dimensione mentre trattengo il respiro, senza sforzo. E quando espiro sono piena.
Piena oltre un vuoto da cui tutti siamo caratterizzati, un vuoto che arriva ad essere complementare, necessario, amico fedele, saggio maestro.
Sono piena OLTRE e IN questo vuoto.

Guardo.

Guardo il tripudio di foglie,           
il verde lussureggiante,                 
orgasmo dello spirito                    
 che non necessita di altri spasmi.

6 commenti:

  1. Continuo a leggerne ovunque di questo libro. Mi sa che dovrò decidermi.

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  2. Come sai, un libro si può giudicare "buono" o "cattivo" solo quando lo si è letto. Prima si va ad istinto o si seguono eventuali consigli e commenti; soltanto dopo subentrano i parametri personali. Quindi starò sul soggettivo e sul banale: a me piace. (lascio i commenti tecnici a chi ne ha la competenza, essendo io una semplice e mortale lettrice). :)

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  3. "infilo gli occhiali, allungo la mano, lo affeTTo, lo apro, mi immergo", nel senso che lo tratti con affetto?, che lo vivisezioni pagina per pagina? :-)
    la serenità nell'inquietudine è cosa strana ma esatta e da me condivisa.
    ml

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    1. Caro ml,
      ovvio che io sia ricorsa al sostantivo "affetto" (quindi non è la prima persona singolare del verbo "affettare" , modo indicativo tempo presente, ma proprio il sostantivo). E' chiaro che vi sono ricorsa inconsciamente, senza volontà: trattasi, in poche parole, di lapsus freudiano. Azzarderei: il libro visto quale oggetto sessuale, con il quale instaurare un rapporto affettivo.

      Avrei potuto lasciarla come risposta: in fondo, ci stava come ipotesi.
      Trattasi invece di semplice errore di distrazione che è sfuggito anche alla mia rilettura della bozza (errore da me corretto dopo aver letto il tuo commento).
      Lo ammetto: in questo periodo sono più distratta del solito e forse anche un po' più stanca mentalmente. Dici che possa bastare a farmi perdonare dai miei lettori, te compreso? Spero di sì.

      In ogni caso, sei stato gentilissimo nel farmelo notare: questo errore, in verità, era piuttosto lampante (tranne alla mia distrazione, naturalmente) ma in altri casi sei riuscito a sottolinearmi anche un semplice spostamento di lettera in una parola (chiamasi anche errore di digitazione). Che altro aggiungere.... la prossima bozza di post la invierò sicuramente alla tua attenzione, poiché come correttore ti dimostri sempre ineccepibile e molto premuroso.
      Ti ringrazio :-)

      p.s.
      spero che in questa risposta non vi siano troppi errori, in quanto questa volta non rileggo, non avendone voglia. Mi perdonerai, nel caso.

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  4. Incasso la tua ironia con un sorriso. Non volevo essere pedante, ne' tantomeno bacchettarti. Mi divertono gli errori banali che aprono scenari imprevedibili ( mi piaceva l'immagine del libro trattato golosamente come un salamino, le pagine affettate anziche' solo sfogliate)
    Ciao (con "affetto)
    ml

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