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Umberto Eco


Spero di non essere fra i peggiori.

Blu Malva

venerdì 16 gennaio 2015

Città

Vocazione di San Matteo, Caravaggio, chiesa di San Luigi dei Francesi, Roma




Arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva più d'avere: l'estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più t'aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti.
(Italo Calvino da Le città invisibili)

Una città deve essere in grado di sporcarmi, affinché possa ritrovare me stessa. Affinché possa sentirmi bene. Sporcarmi, graffiarmi, accarezzarmi. Farmi sentire le sue mani d'asfalto, marmo, mattoni e pietre. Deve stringermi, con le sue braccia, a viali e piazze e vicoli, bendarmi con le sue ombre, darmi nuovi occhi con le sue luci. Farmi l'amore, dolce e violento. Rapirmi e permettermi il ritorno, dopo aver incassato un riscatto di emozioni. E raccontarmi dei suoi errori, delle sue conquiste, delle paure, della felicità e del pianto. Ciò che non è in grado di fare tutto questo non so cosa sia: sicuramente qualcosa che mi lascia indifferente. Un luogo che non può appartenermi né mi è mai appartenuto, nemmeno nelle vite precedenti.
Una città è una persona. Non centomila o sei milioni. Giusto, sbagliato, assurdo o sensato, ha poca importanza: per me è così.
Questo pensavo prima di arrivare a San Luigi dei Francesi ed abbandonarmi alla Vocazione di san Matteo, di Caravaggio. Capo inavvertitamente reclinato a destra, come mi capita ogni volta in cui sono assorta e deliziata, assolutamente fuori dal tempo.
Assolutamente, sì.

11 commenti:

  1. in luminis oras (sine te quicquam)

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    1. [...] nulla senza di te può giungere alle divine regioni della luce [...]

      Quando ti invitavo a cambiare fonte delle citazioni mai più mi sarei aspettata il De rerum natura di Lucrezio. Graditissimo. : ) A questo punto approfitterò del Caro per un futuro incipit di post..
      : )

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    2. Ottimo, hai voluto intraprendere la strada della luce attraverso la poesia e, dopo esserti sporcata, ci hai portato davanti a quest'opera dove il confine con la luce è tutto e anche di più. Grazie a te.

      A questo punto tutti noi invochiamo qui te, nostra Venere, che sola guidi la Natura Delle Cose ...o, come dicono a Roma nella parte dove ci si sporca continua e "facce sognà" ...portace dal fango o dal buio alla luce e al sublime...

      ;-))

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  2. Sono gli attimi di una città a rimanerti a pelle. E negli occhi, e poi dentro, da qualche parte che non conosciamo neanche noi.
    Roma è avvantaggiata in questo senso.
    Ma ti assicuro che anni di raccordo anulare possono grattare via pure Caravaggio.
    E non solo.

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    1. Roma offre tantissimi di questi attimi, sì. Il mio amico (romanissimo) che fece da guida disse che, pur vivendo a Roma da sempre, riesce ad incantarsi ancora davanti a qualcosa, a scoprire particolari magici.
      Poi, vabbè, c'è il raccordo anulare che ci si mette di mezzo a rovinare l'incanto, lo comprendo : )))

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  3. Quando sono a Roma, considerando che S. Luigi dei Francesi è vicinissima a dove sono, vado ad ammirare questo dipinto insieme al "Martirio di San Matteo" e "San Matteo e l'angelo".
    L'altra settimana, invece, sono andata nella chiesa di S. Agostino (nei pressi di Piazza delle Cinque Lune) per ammirare la sua Madonna dei Pellegrini. L'hai vista?

    Caravaggio è puro innamoramento.

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    1. no, quella non l'ho vista. Direi che potrebbe essere un'ottima scusa per tornare nell'Urbe : )

      D'accordo con te.

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  4. Caravaggio è l'unico pittore che vado a cercare appositamente. E sui cui quadri mi soffermo sempre un attimo in più

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    1. Caravaggio trasmette quel realismo e quella carnalità (intesa come insieme di tutto ciò che è l'animo umano, nel bene e nel male) che inchiodano lo sguardo.

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  5. stupendo il tuo approccio a una città nuova, l'aspettativa che hai di lei, come la si può avere di un amante, magnifico quello "sporcarmi" messo come primo elemento caratterizzante.
    ml

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    1. Grazie, ml. Provo a tradurre emozioni non propriamente facili da tradurre. Qualche volta ci riesco.

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