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I social network hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli.

Umberto Eco


Spero di non essere fra i peggiori.

Blu Malva

giovedì 18 dicembre 2014

Il disgelo


No sprecherò parole sull'attuale presidente americano, né su un rivoluzionario trasformatosi presto in dittatore, e nemmeno su tutti quei politici ed opinionisti che dopo quasi sessant'anni ancora ne sprecano, di parole, a cercare attenuanti o accuse, ad interpretare e reinterpretare episodi morti e sepolti sotto il carico dell'opportunismo umano. Credo che il dottor Guevara sia morto giusto in tempo per non trasformarsi in uno di loro, per lasciare alla gente il buon ricordo delle buone intenzioni. Credo che il troppo parlare guasti ogni evento. Credo che, qualsiasi cosa accada, la gente vorrà sempre tenersi salda alla propria visione, per comodo, per ignoranza, per non brancolare nello smarrimento che un cambiamento può comportare.
Non sprecherò altre parole e lascerò che sia Reinaldo Arenas * ad occupare la pagina odierna. Finirà probabilmente anche l'embargo fra un paio di anni, Reinaldo, ma non credo che il tuo paese sarà lo stesso.

[...] Da una parte ci sono gli agenti di Castro, fuori o dentro Cuba, che lavorano per lui, dall'altra gli ambiziosi che sbavano per fare bella figura; dall'altra ancora gli sciacalli che pensano di poter mangiare anche loro una fetta del dialogo.
Un giorno il popolo rovescerà Fidel Castro, giustiziando quelli che impunemente hanno collaborato con il tiranno. Chi promuove il dialogo con Castro ben sapendo (come tutti sanno) che non lascerà il potere con le buone e che non gli serve che una tregua ed una aiuto economico per diventare più forte, è colpevole come gli sbirri che torturano e assassinano il popolo o anche di più, perché a Cuba si vive nel più assoluto terrore. Fuori, per lo meno, si può scegliere una certa dignità politica. [...] I governanti di tutto il mondo, la classe reazionaria al potere e i potenti di ogni sistema politico dovrebbero rallegrarsi dell'esistenza dell' AIDS, che elimina dalla faccia della terra la parte marginale della società, quella che non aspira che a vivere, nemica dei dogmi e dell'ipocrisia politica. [...]


*

Amici cari, a causa dello stato precario della mia salute e della terribile depressione sentimentale che provo al non poter più scrivere e lottare per la libertà di Cuba, metto fine alla mia vita. Negli ultimi anni, benché molto malato, ho potuto terminare le mie opere letterarie, alle quali ho lavorato per quasi trent'anni. Vi lascio in eredità tutte le mie paure, ma anche la speranza che presto Cuba sia libera. Sono soddisfatto di aver contribuito, anche se modestamente, al trionfo di questa libertà. Metto fine alla mia vita volontariamente, perché non posso continuare a lavorare. Nessuna delle persone che mi stanno vicino è coinvolta in questa decisione. C'è solo un responsabile: Fidel Castro. La sofferenza dell'esilio, la solitudine e le malattie non mi avrebbero certo colpito se avessi potuto vivere, libero, nel mio paese.
Esorto il popolo cubano dell'esilio, come dell'Isola, a continuare a lottare per la libertà. Il mio non è un messaggio pessimista, è un messaggio di lotta e di speranza.
Cuba sarà libera. Io lo sono già.

( Prima che sia notte, pag. 11 - 12, 325 )
 





* scrittore cubano omosessuale, morto suicida a New York nel 1990

17 commenti:

  1. carramba che sorpresa, scopriamo una Lisa Miller anticastrista!

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    1. Io sono contro ogni tipo di dittatura, francesco, anche se è di stampo comunista

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    2. bah, credo che su Cuba da sempre tutti prendano delle gran cantonate. io la penso come Gianni Minà, se penso a cosa è Cuba rispetto ad haiti, giamaica, santo domingo ecc.....

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    3. Per questo ho fatto "parlare" uno scrittore cubano. I bla bla bla (come ho del resto speicificato nell'introduzione del post) non mi interessano. Ognuno avrebbe da dire la sua e sarebbe solo l'ennesimo teatrino/talk show virtuale. Mi fa solo sorridere il termine "disgelo". Amaramente ed ironicamente.

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  2. La valutazione di un paese rispetto alle presunte liberà è solo uno dei criteri di giudizio.
    La valutazione non può che essere, inoltre, contestuale (paragonate Cuba agli altri stati dell'area e vedrete come essa sia contornata da roba aberrante).
    Inoltre, i dirigenti cubani si sono rapportati al dilemma di come proteggere la rivoluzione e dagli attacchi esterni e dai tentativi di restaurazione interni.
    Per quanto sia uno stato in cui la razionalità del socialismo dimostra la sua irrazionalità nel non rispondere alle irrazionalità di specie, è uno degli stati che eccelle su un numero elevato di indicatori tra i quali molti ai quali tengo come ecologista, tantrico, etc. cosa del quale non si fa quasi mai menzione, nel flusso conforme di critiche fomentate, peraltro, dal vicino Stato Canaglia.
    Lisa, prendi la sera e gira in un quartiere popolare de L'Havana e poi fallo a NYC o in una banlieue francese o italica e poi ti renderai conto di dove sta la civiltà.

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    1. Queste cose le dovresti scrivere ad Arenas. Sarei curiosa di sapere cosa ti risponde lui che ci è nato, vissuto ed è dovuto scappare, come migliaia e migliaia di altri suoi compatrioti (dopo essere stato perseguitato, imprigionato e fatto vittima di violenze fisiche e psicologiche, ovviamente)

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    2. Se fosse ancora vivo, naturalmente.

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    3. Il fatto che tu possa girare con serenità come donna la notte in un quartiere popolare e non di un qualsiasi centro urbano cubano ha un costo.
      Il fatto che Cuba sia uno tra gli stati con sistema istruttivo e sanitario pubblici migliori del continente americano e del mondo ha un costo.
      Il fatto che le TUTTE le donne cubane abbiano istruzione, siano emancipate, abbiano diritto all'aborto e alle scelte riproduttive ha un costo.
      Il fatto che Cuba sia uno tra gli stati con l'efficienza energetica per unità di prodotto più alta ha un costo.
      Il fatto che Cuba mantenga una propria cultura e identità e non sia inquinata da inquinamento e ciarpame statunitense ha un costo (gran parte della feccia cubana se ne è andata in Florida essendo incompatibile con l'ecologia imposta),

      I grandi problemi del mondo hanno quasi tutti origine o ideologizzazione nei travoni dello Stato Canaglia che vi invita sempre, con successo, a tenere a mente l'estrema gravità delle pagliuzze cubane.

      Potresti anche ascoltare le decine di milioni di nativi americani genocidizzati e chissà quanti milioni di schiavi (ancora sottoproletari peraltro) africani diversamente giustiziati. Se fossero ancora vivi, naturalmente.

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    4. Tu pensala come credi e porta avanti le tue idee, sei libero di farlo. Ora pensa: se queste tue idee andassero contro quelle di Castro (e chi per lui) saresti già in una cella, privato di ogni diritto umano.
      Se per te il prezzo di tutto questo è la dittatura, scusa ma per me è inaccettabile.

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    5. No, nessuna apologia delle dittatura.
      Solo un'apologia di un pensiero critico, razionale.
      Tra le altre cose, come scrivi, ancora una volta emerge il conflitto tra dimensione individuale e collettivo.
      Non fa bene rifugiarsi nell'idolatria dei "sistemi 5"; come ogni religione ti rapisce dalla realtà e questo è il Primo Problema.

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    6. Guarda, Uomo, fosse per me partirei per Saturno ora, seduta stante.
      Questo per dire di quanto in questo momento me ne freghi di questo dannato pianeta e della gente che lo abita. Abbi pazienza, sarà il Natale. O molto più probabilmente sarà che ne ho due @@ così di tutto quanto : )
      (non ce l'ho con te, tranquillo, la mia è un'insofferenza universale)

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  3. è sempre comodo per noi occidentali avere dei regimi a cui dare le peggiori colpe. La Russia, la Cina, l'ex blocco comunista del primo turno, la Germania nazista, la Spagna franchista, l'Italia fascista e poi renziana.... abbiamo bisogno di mostri per poter creare un ipotetico regime ideale, che aspira alla perfezione senza raggiungerla, pure il Vaticano Franceschista mostrerà le sue incongruenze ...

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    1. Abbiamo bisogno di talk show. Virtuali o meno. Se nn spariamo qualche sentenza, qualche opinione, scoppiamo noi. E via che si alzano i toni, che si finge compatimento da esseri superiori (a chi, poi). Siamo così bravi da diventare tutti opinionisti, tuttologhi, qualche infarinatura di qua, di là. 'importante è parlare. Mi correggo: Sparlare. Perché poi alla fine a questo si riduce tutto.
      I veri drammi passano in secondo piano.

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    2. che poi alla fine delle fini ... ora che gli Usa tolgono l'embargo ... quale regime ha vinto?

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    3. Non esistono regimi, Pier. E' tutta un'invenzione. Hai presente il film "The Truman Show"? Ecco, noi siamo nel set e non ce ne rendiamo conto. Fino a che.....

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    4. quando fai così mi fai paura :)

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    5. Guarda bene il cielo... là quel taglietto, non è strano? Avvicinati con la barca, rema ancora. Ecco, ora si vede meglio.. cazzo! ma questo non è il cielo, l'orizzonte! E' un enorme telone e c'è pure una scala ed una porta!!!!
      (se hai visto il film capisci)

      A volte sono spietata, lo so. Poi sorrido e passa.

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