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I social network hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli.

Umberto Eco


Spero di non essere fra i peggiori.

Blu Malva

martedì 30 dicembre 2014

Discorso di fine anno a reti unificate

Se lo fa il presidente della repubblica, non vedo perché non possa farlo io. Soltanto perché non sono investita di una carica speciale? Soltanto perché non mi chiamo Xxxx Yyyyyy? Ma suvvia, che idiozie, fastidiose quisquiglie che ci tengono ancorati a schemi e sistemi vetusti e polverosi. E poi io anticipo di un giorno, sono avanti.

Cari lettori,*
ordunque: eviterò la domanda: "Cosa fate per l'ultimo?", perché è sempre stata causa di fastidiosa orticaria supportata - per giunta - dalla mia idiosincrasia estesa anche agli usi e costumi degli altri (in una parola: non me ne cale una cippa di cosa gli altri facciano il 31 dicembre, non desidero ammorbarmi di programmi, altrui e personali).
Comunque, per inciso, io non faccio un emerito cazzo, semplicemente perché non mi va di fare un cazzo e perché i tempi in cui il divertimento forzato era d'obbligo (dai 15 ai 35 anni circa) sono finiti (in poco più di trent'anni mi sono realmente divertita quattro, cinque volte). Sarà banale dirlo ma per me, ormai da un pezzo, il 31 dicembre è un giorno qualsiasi. Sarà banale dirlo ma non aspetto una data precisa per far cambiare qualcosa, se ho intenzione di farlo. Sarà banale dirlo ma l'unica novità del primo gennaio di ogni anno è il dovermi abituare a scrivere una nuova cifra in coda ad una data.
Non sopporto stilare bilanci personali, quelli li lascio al ramo amministrativo delle aziende. E pensare che una volta li facevo. Quanto si cambia, nevvero?
Un 31 dicembre di parecchio tempo fa (ero una bambina, per intenderci, attorno ai dieci anni) scrissi - sul mio diario - all'anno che stava per terminare. Gli scrissi che ero dispiaciuta e triste per la sua imminente fine e che la baldoria, quando muore qualcuno, non si dovrebbe mai fare. Non è rispettoso.
Ero saggia, da piccola, non c'è che dire.
Probabilmente più di quanto lo sia ora.
Ma si sa, più si invecchia più si torna bambini, quindi qualche speranza la nutro.
Ecco, la speranza, la gentil favoletta che ogni tanto si appresta alla mente, tentando di immettere qualche pensiero positivo. A me, che sono una pessimista storica, che sono passata al cinismo più puro da anni!
No, per carità, la speranza la lascio nel vocabolario, sotto la lettera S, dove si trova anche Stoicismo e Stronzaggine, due aspetti vivamente consigliati per sopravvivere nella giungla.
Sogno, già, è vero. Si trova anche Sogno. Ma quella è altra storia. Mai calpestarli, si dice, seppur si abbia la consapevolezza che la loro realizzazione sia solo materia buona per i romanzi di Rosamunde Pilcher. Non li calpesto, d'accordo, ma non credo di averne più, il punto è quello. Per cui, un problema in meno.
Des rêves ! toujours des rêves ! et plus l’âme est ambitieuse et délicate, plus les rêves l’éloignent du possible **, scriveva nel suo Invito al viaggio il buon Baudelaire, che mi ha fatto da bibbia durante la mia adolescenza ed oltre. Ma non se ne abbia se, ora, a questo punto della mia vita, lo tradisco con Rimbaud e con quella sua frase, contenuta in Una stagione all'inferno, che è diventata il mio motto:

La vie est la farce à mener par tous ***

A Charles dico, tuttavia, che sono d'accordo con quanto scrive appena dopo e cioè che ogni uomo porta in sé una dose di oppio naturale, incessantemente secreta e rinnovata. Questo, almeno, per quanto mi riguarda.
Cari lettori, non posso che augurare (a tutti, me compresa) che questa dose d'oppio sia davvero rinnovata, che questa farsa sia recitata in italiano corretto, dignitoso, quel tanto che basta per non abbandonare mai l'ironia e l'autoironia, nonché la consapevolezza di ciò che tutti noi siamo: minuscoli microbi in un universo infinito.

Auguri.





*quei quattro gatti che arditamente si cimentano nel leggermi (n.d.a.)

** Sogni! Sempre sogni! e più l'anima è ambiziosa e sensibile, più i sogni l'allontanano dal possibile.

*** La vita è la farsa in cui ognuno ha il proprio ruolo.

Le traduzioni  sono opera mia, ergo se non idonee né perfette, abbiate il buon cuore di perdonarmi.

22 commenti:

  1. Buon 2015, buona dose oppio e buone parole che inizian per esse, sogno compreso.

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    1. No, per l'amor di qualche dio se esiste! i sogni no! (come spiegavo nello scritto)
      Per tutto il resto grazie, Luca, anche a te : )

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  2. vabbè, ad ogni modo, buona serata dai..... :-)

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    1. Eheheh.. quasi sussurrato per paura che la Lisa sanguinaria inizi a ruotare la spada nell'aere :D
      Grazie, Francesco, anche a te. : )

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    2. Lisa però oggi è il 30 non il 29 come hai scritto da me..... non vorrei festeggiassi con ventiquattro ore di ritardo

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    3. (azz.. ho controllato, hai ragione. Sono fusa, decisamente)

      Ehm... ma io vivo a Los Angeles, sai Francesco? Per questo faccio confusione, sai il fuso orario, i calcoli ..
      (è credibile? poco, visto che quando ho scritto da te anche là comunque erano già al 30 dicembre...)

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  3. Più sogno e meno oppio, verrebbe da dire.. anche se poi è di coca che si fa veramente eccesso. E non di cola si tratta. Buon 2015 intanto!

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    1. Se la vogliamo vedere dal punto di vista salutistico, hai ragione tu. In realtà, se da una parte l'oppio danneggia a livello fisico/mentale, il sogno danneggia altro (e non apro parentesi filosofico-esistenziali che poi si diventa pedanti e le bollicine di champagne non possono arrivare in superficie); non è salutistico nemmeno il secondo, direi.
      La coca cola la lasciamo a Vasco Rossi, direi.
      Buon anno anche a te, franco, che lo sforzo sia con te! (cit. da Balle spaziali) ;)

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  4. Ahaha...ma poi c'erano le mutande rosse, il cotechino con le lenticchie, il brindisi, il concertone del primo dell'anno in diretta da Vienna...se lo fai a Capodanno, poi lo fai per tutto l'anno...

    Ma sai che ti dico? Io domani sera potrei anche decidere di leggere un libro e andare a dormire alle 22.30 (notare che normalmente vado a dormire verso le 02.00 e non dormo più di 5 ore a notte...)

    ;-)


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    1. Beh, io un anno indossai anche le giarrettiere rosse (ah no?!?) e regalai gli improbabilissimi ed orribili boxer rossi al mio ragazzo (obbligato ad indossarli, ovvio). Per non parlare di quella volta (sempre poco più che ventenne) in cui io e la mia amica decidemmo di fare le vampone ed indossammo pellicciotte (io una di mia nonna, anni 50 original, tanto per anticipare il vintage); quella volta partimmo da casa, dopo la cena, già ovviamente brille (c'erano i rispettivi ragazzi, il classico quartetto), e alla fine di peripezie varie notturne in giro tra feste (in una caddi mentre ballavo e mi smagliai i collant) arrivai a casa alle 8 del mattino che parevo una baldracca a fine turno; mia madre, credo, mi compatì giusto perché era il primo dell'anno.
      Eh, caro mio, di minchiate se ne facevano. Ma, in fondo, è anche giusto così.
      Tempi che furono!
      : )

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    2. Cosi come un libro si fonde con l'età di chi lo legge, diciamo che anche il Capodanno tende a fondersi con l'età di chi lo vive ...

      ;-)

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    3. che sagge parole, notte... quasi da incorniciare : )

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    4. Be', dai...non è che adesso saremmo più tranquilli e posati...semplicemente troveremmo una maniera un po' più originale per far casino...

      (...tipo marciare direttamente verso il Palazzo d'Inverno a colpi di mortaio...Con l differenza che stavolta probabilmente avremmo l'apprezzamento di tua mamma...)

      ;-)

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    5. Aaahh il Palazzo d'Inverno.. il fiume Neva.. San Pietroburgo sotto i colpi di mortaio.. che belle cose : ) Posso chiamarti Nevskij? :)

      p.s. su mia madre non contiamoci. Invecchiando è diventata ultra ansiosa, meglio che non sappia nulla. E poi non apprezzerebbe. Ad apprezzare, forse, sarebbe il mio nonnino dai campi elisi. : )

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  5. mi sembri (quasi) Guccini! tsk.

    ... non è che sei Guccini, vero?

    ^_^

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    1. Inutile nasconderlo ancora: ebbene sì.
      Solo senza la barba.
      :)

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    2. lo sapevo, me lo sentivo...

      sotto le mentite spoglie di (certa) Lisa Miller, si cela(va) il vecchio leone modenese.

      buon anno, "Francesco"...

      ^_^

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    3. (rido)
      anche a te, "jeanloup"...

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  6. tutto vero, tutto giusto, tutto bello come è detto ciò che dici, ma io che sono un inguaribile ottimista...con il culo altrui (di per me tendo al nero pece, ma per gli altri esigo il rosa) ti dico che solo una pessimista incallita come te può (e le auguro) vedere la luce in alto, come il tuffatore che tocca il fondo e su questo si dà la spinta a risalire.
    ml

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  7. Caro ml,
    come ormai è noto e giustamente scrivi tu, io sono una pessimista incallita. Il rosa lo vedo solo nel cielo delle albe serene, in certi tramonti (ma mescolato all'arancio) e nella canzone della splendida Edith (Piaf). Ti ringrazio per il tuo pensiero che, comunque, resta solo tua credenza (non certo mia) e la tua abituale gentillezza. : )
    BUon anno !
    : )

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  8. La bisbetica indomita! :)
    Dopo un bel po' di anni, per una volta, non sono andato a dormire presto la sera del santo silvestre.
    'sta roba dell ultimo divertimentificio obbligato me sconfinfera assai poco da anni.
    Quindi comprendo le ispide parole contro questa convenzione.
    Buon anno, Lisa!
    :*

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