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I social network hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli.

Umberto Eco


Spero di non essere fra i peggiori.

Blu Malva

venerdì 12 dicembre 2014

Di scioperi e coerenze


I soliti quattro gatti in piazza e per le vie prescelte, in corteo.
Solite bandiere, solite facce, soliti slogan.
Solito venerdì, giusto perché poi si allaccia al week end e viene bene.
Ovviamente gli scioperi, quelli con la S maiuscola, quelli organizzati e motivati seriamente (in Italia catalogati sotto la voce "termine sconosciuto"), sono altri.
Ma qua è Italia, appunto, e si procede così.
Il caos generato a livello di traffico si è visto già a tarda mattinata: dovuta scendere dal bus (con biglietto appena obliterato) perché per il centro non si passava. File interminabili sui viali. Gente che bestemmia ed impreca (sottoscritta compresa). E così via.
Ora, io mi chiedo cosa c'entrino gli Inti Illimani con lo sciopero generale del 12 dicembre 2014, perché quello era il sottofondo mentre attraversavo, a piedi, la piazza. Ancora con 'sti ritorni di fiamma nostalgici? Con 'ste robe che più che emozionare inducono al compatimento? Va il vintage, mi dico, sarà quella la spiegazione: si pesca dal passato per darsi una motivazione, una carica (di cosa?), per mostrare che veramente c'è un filo conduttore, un credo forte, una lotta infinita (stavo per scrivere continua, ma poi...) contro il ... il?
Padrone?
Potere?
Capitalismo?
Ah no, le riforme di Renzi. Ok. No perché gli Inti Illimani facevano pensare ad altro. Quisquiglie.
Tutta una pantomima all'italiana per protestare contro l'ennesima cazzata all'italiana. Lineare, direi.
Se non altro non manca la coerenza, quella no, per la miseria!
L'italiano sarà quel che sarà ma la sua coerenza non si tocca, a nessun livello.


15 commenti:

  1. Avevo intenzione di scrivere anche io un post sulla totale inutilità (autentica) degli scioperi come sono.
    In realtà la mia sensazione è che i sindacati (tutti i sindacati) siano rimasti fermi a un secolo fa o forse qualcosa in più. E che lo sciopero così come lo fanno, non serve a niente.
    A parte allungare un po' il week end a chi lo fa e rendere la vita della gente comune solo più complicata, fastidiosa e oscena di quanto sia già.

    Suggerisco un nuovo tipo di sciopero dei mezzi pubblici, ad esempio: non fermare il servizio, ma fornirlo gratis per tutti. Ecco, uno sciopero che non infastidisce nessuno, a parte l'azienda che perde i suoi introiti per un giorno.

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    1. Fossero restati solo ad un secolo fa! Perché, allora, i sindacati avevano un perché. Oggi non hanno neppure quello.

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  2. Proprio così, Lisa, proprio così. E mi accodo ai suggerimenti di Euridice per trovare nuove modalità di protesta, ché lo sciopero così serve solo alle casse dello Stato e alla sovraproduzione del padrone (vedi quanto disse Squinzi).

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    1. Rispondo qua, anche per quanto scriveva Euridice.
      Modalità nuove, certo. Ma tu vedi la possibilità, al momento, di inserire "qualcosa di nuovo" in questo sistema (anche e soprattutto di pensiero) ormai putrefatto, con metastasi che intaccano, ormai, anche il più piccolo dei capillari?
      E non crediate che se per un giorno gli introiti non entrano nelle casse statali (o delle aziende, nel caso dei trasporti urbani), non inventino poi il modo di recuperare, con maggiorazioni e ritocchi.

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    2. No, non vedo possibilità riformista. Dico solo in senso ludico.

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    3. Un pour parler, insomma. In effetti, non è che ci resti molto altro.. : )

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  3. Io sto lavorando, perché regalare cento euro all'azienda lo trovo inutile e dannoso. Suggerisco anch'io scioperi al contrario: per una giornata si lavora a "norma", e non si chiude un occhio per nessuno. Alle aziende fai moolto più danno così. Certo ammazzi il sindacato. Ma certo sindacato - e te lo dice un iscritto CGIL - va ammazzato, e subito.

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    1. E' quello che scrivevo sopra, franco, e aggiungo "purtroppo" : il sindacato al giorno d'oggi non ha più un perché. E' più dannoso che altro.

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  4. c'è un problema di mentalità, il sindacato non rappresenta i lavoratori, ne parlavano alla radio proprio ieri, questi sono scioperi 'comodi' che danno fastidio solo a chi non ne può nulla e favoriscono un blando sfogo sociale e di fatto non servono a niente ... d'altronde se servissero non ci sarebbe bisogni di farne altri. è chiaro che non è questa la strada della protesta, e basterebbe che gli scioperanti disertassero. tuttavia mi chiedo: ma se non c'è il sindacato ad organizzare proteste inefficaci chi dovrebbe farlo?

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    1. Il sindacato, così come è messo, è un ramo secco che va ad aggiungersi agli altri numerosi rami secchi. Immaginiamoci l'Italia come un albero. Ora, se nell'albero si notano tanti rami secchi, morti, il buon senso che dice?
      Perché questa potatura non avviene?
      chi dovrebbe farla?
      vedi, alla fine, è la stessa domanda.
      finché la gente non capisce (e, soprattutto, non si convince) che disertare prima le urne, poi gli scioperi e via via tutto ciò che è RAMO MORTO e dannoso per la crescita della pianta, è l'unico modo per iniziare un cambiamento reale... saremo spettatori del declino.
      Il punto è, Pier, che a qualcuno (diciamo pure molti/troppi) questa pianta malata va bene.

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    2. i sindacati prendono finanziamenti pubblici e i sindacalisti finiscono in parlamento (Epifani, Polverini due per tutti). a questo punto non faccio distinzione tra politici corrotti e sindacalisti, due aspetti della stessa medaglia. qui più che di rami sarebbe da tagliare l'albero :(

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    3. Infatti non vi è nessuna distinzione tra le due specie. Anche per questo la cosa è assurda.
      Ma no, l'albero?? E noi, poi, come faremmo a scriverne di cotte e di crude su di loro? : )

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  5. Mi pare che tu sia meno confusa di me.
    Mi sembra che siamo molto nel dualismo, angusto, capitalisti / lavoratori.

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    1. Dualismo?
      Ma magari! Come era decenni fa, in cui - nonostante già vi fosse il cancro nello stato e nel suo sistema - si poteva almeno credere ancora in qualcosa di netto. Rosso, nero. Padrone, lavoratore. E cos' via. La mia confusione è venuta meno, Mann, nel momento in cui non ho più visto nulla di salvabile, tutto che perdeva i propri confini per assumere forme imbastardite, prive di senso. Ed il pressapochismo, il blaterare, il voltafaccia... il danneggiare continuo anche nei confronti di chi sosteneva un'idea e vi credeva. Tutti uguali. Tutto un circo, una società a delinquere legalizzata. Ed ancora vogliono installare queste messinscene giusto per far vedere che sono interessati nel difendere, nel tutelare...
      Ecco perché non sono più confusa, Mann : )

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  6. uno dei mali della società liquida è che ovunque ci sono valori e disvalori, ragioni e torti. le stesse cose che hai detto te, e che condivido, si possono ribaltare raccontando un'altra storia

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