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I social network hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli.

Umberto Eco


Spero di non essere fra i peggiori.

Blu Malva

lunedì 17 novembre 2014

Tanto è procedere


Tutti noi viviamo distanti e anonimi; dissimulati, soffriamo da sconosciuti. Ad alcuni, però, questa distanza fra loro stessi e un altro essere non si rivela mai; per altri è talvolta illuminata, di orrore o di pena, da un lampo senza limiti; ma per altri essa non è altro che la dolorosa costanza e quotidianità della vita.

Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine


Domani questo blog compirà tre mesi.
Un traguardo discreto, considerando che molti dei miei precedenti non arrivavano neppure a questa soglia. Qualcuno l'ha eguagliata, qualcuno è andato oltre.
No, non sono una blogger. Mi mancano i requisiti necessari.
Se arriva il momento in cui mi sento improvvisamente nuda, o improvvisamente ridicola, o improvvisamente intollerante a qualsiasi tipo di contatto ed inizio a scalciare, allora vado.
Ho sempre ammesso di essere complessa, non tanto per i contenuti della mia mente e della mia natura (ognuno ha i propri), ma per il modo in cui vi si approccia.
Ancora una volta ricordo la definizione che coniò una persona a me molto cara e che è arrivata a leggermi dentro in modo profondo: tu sei per solutori abili.
Mi rendo conto di cospargere il territorio attorno a me di mine: che sia un'autodifesa o un metodo di cernita, o probabilmente entrambe le cose, non lo so con certezza; ho passato tanto di quel tempo ad autoanalizzarmi che ora, spossata, ho chiesto una tregua.
Ogni tanto cancello post.
Ogni tanto mi viene da cancellare tutto.
Ogni tanto mi viene da mandare affanculo tutti, qui e fuori di qui, me compresa.
Ed ogni tanto mi dico che sto facendo un lavoro discreto: resistere all'impulso distruttivo (rivolto anche e soprattutto alla mia essenza).
Le persone come me sanno cosa significa autogestirsi, ne conoscono la fatica, il prezzo, i numerosi fallimenti intercorsi prima di ottenere un risultato. Ed ogni piccolo, fottuto risultato è un passo in avanti.
Le persone come me sanno che occorre molto tempo e pazienza per poter essere comprese, al di là delle interpretazioni spicciole, delle illuminazioni al neon, delle frasi fatte e della psicologia da bancarella. Che poi, non lo pretendono neppure, tendendo all'isolamento ed alla chiusura.
Non amano dare spiegazioni per ogni gesto che compiono, per ogni pensiero che partoriscono: se lo fanno, una volta, è per avvertire.
Le persone come me sono le prime a detestarsi ed esaltarsi, a suicidarsi e darsi la vita,  a vivere sempre e comunque di opposti.
Arrivare a perdonarsi è tanto.
Tanto è arrivare ad accettarsi.
Tanto è procedere. 

 
... perciò io maledico il modo in cui sono fatto
il mio modo di morire sano e salvo dove mi attacco
il mio modo vigliacco di restare sperando che ci sia
quello che non c'è...

9 commenti:

  1. > Ogni tanto cancello post.

    Come quella pagina sulla mano piena e sulla mano vuota.

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  2. il grande Francesco Saverio Borrelli disse "resistere resistere resistere".

    ecco, io suggerirei questo concetto anche al tuo essere blogger

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    1. Così come mi piace tanto il termine Resistenza (e tutto ciò che ne è derivato e ne deriva), nello stesso modo devo sudare come una pazza per attuarla nei confronti di me stessa.
      Faccio il possibile.

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  3. Mi pare di capire che tu sia una donna che ragiona, si pone delle domande, utilizza la propria crapetta.
    Questo, in genere, è complesso, impegnativo.
    E' ciò che pone lo sguardo sulla realtà, quindi sui suoi aspettio orribili ma anche su quelli sublimi e il mezzo che separa i due estremi.
    Beh, un po' di consapevolezza è un talento. A volte faticoso.
    Continua, Lisa.
    Viver degnamente è impegnativo.

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    1. Me ne pongo anche troppo di domande, Uomo, così come non ho pietà per il mio povero cervello. Solo ultimamente ho fatto progressi perché se avessi continuato nel vecchio modo, prima o poi sarebbe entrato nell' ammutinamento, ed allora sarebbero stati cazzi.
      Cerco di essere un comandante più rilassato, ora.
      E' il mio modo di continuare. : )

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  4. ... è come quando ti guardi dentro e non sai dove ti sei messo.

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    1. Ho perso tracce di me stessa tante di quelle volte...eppure sono sempre stata lì : )

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