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Umberto Eco


Spero di non essere fra i peggiori.

Blu Malva

venerdì 28 novembre 2014

mangia prega ama - 3

MANGIA


Paella semianarchica di Lisa

riso (io uso il Carnaroli perché mi piace)
zafferano (una bustina)
piselli (a vostro piacere)
luganega privata di pelle, a pezzettini (a vostro piacere)
gamberi ( a v p)
peperone verde a striscioline (a v p)
peperoncino (facoltativo)
sale
olio extra vergine (io uso quello, ma può andare anche il normale d'oliva)
una teglia piuttosto capiente (deve essere adatta sia per il forno che per il piano di cottura di cui è dotata la vostra cucina)

La paella è un piatto che si presta a diverse varianti. Anche per quanto riguarda gli ingredienti preferisco non scrivere una quantità precisa, mi piace che sia il gusto personale a farla da padrone. Sappiate che per quattro persone (porzioni abbondanti) metto tre bicchieri di riso; nel caso dovesse restarne, è buonissima anche il giorno dopo, riscaldata.

Prima fase:
in una padella con un poco di olio e peperoncino fate ammorbidire il peperone; sciacquate i gamberi e tamponateli con carta assorbente;
sciogliete in un bicchiere d'acqua lo zafferano;

Seconda fase:
nella teglia scaldare poco olio ed aggiungere la luganega, girate i pezzetti di tanto in tanto, fino a cottura quasi ultimata, dopo di che toglieteli e metteteli da parte, senza spegnere sotto la teglia. Al sugo restato  aggiungete lo zafferano (sciolto in acqua) ed il riso; salate e mescolate bene. Nel frattempo accendete il forno a 200°. Per evitare che nell'ultima fase (cioè la fine della  cottura in forno) il riso resti un po' duro, io lo faccio cuocere per una dedina di  minuti sul fuoco. Aggiungete i piselli e, per non farlo asciugare troppo durante la cottura, un po' di acqua e, se serve, un pizzico di sale.

Terza fase:
prima di infornare, aggiungervi il resto degli ingredienti: peperoni, luganega e gamberi. Mescolate e assicuratevi che non sia troppo asciutto. Lasciate in forno una ventina di minuti (per i tempi mi regolo, comunque e sempre, assaggiando).

Sono un po' anarchica a volte, anche in cucina, ma credo che le dritte siano abbastanze chiare. Se così non fosse, me ne dispiaccio, non sono Benedetta Parodi. (e meno male) : )


PREGA

Oggi sono pigra: forse sento la stagione umida, il freddo che arriva alle ossa. Per cui mi limito a chiudere gli occhi e a respirare nel modo corretto: si parte dalla pancia, sempre, la si deve gonfiare come se fosse un palloncino; solo dopo si permette all'aria di arrivare in alto, ad espandere il diaframma. L'espirazione è sempre più lunga (se l'inspirazione è 4, l'espirazione sarà 8).


AMA

Non so se esista un modo giusto per capire quando si è davvero innamorati.
Per quanto mi riguarda, so di amare qualcuno anche quando avverto, molto marcatamente, la mancanza del suo odore addosso.

8 commenti:

  1. In forno? Non pensavo.
    piselli pochi, please, il resto ottimo cosi'
    :-)
    ml

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    1. Apposta l'ho denominata "semianarchica". :)

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  2. Beh, l'amore si avverte sempre quando si manifesta un'assenza.
    Anche quella di un semplice odore.

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    1. Sì, ma il mio era piuttosto un porre l'accento sulla sensibilità dei recettori sensorialii, diversa in ognuno di noi. Quando è molto marcata, per esempio a livello olfattivo, nessun odore è "semplice".

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  3. Assicuratevi di avere un cid in cucina. I gamberi tamponati diventano intrattabili...

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    1. Giusto, franco, hai fatto bene a ricordarlo. Davo erroneamente per scontato che per la preparazione della suddetta paella occorre avere tutta la documentazione necessaria e, ovviamente, una buona assicurazione.

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  4. Risposte
    1. Solo quando sono ispirata.
      Ma resto sempre un po' semianarchica.
      (so fare gli gnocchi e le lasagne, ma non gli anolini, né i tortelli, però.)

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