.

I social network hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli.

Umberto Eco


Spero di non essere fra i peggiori.

Blu Malva

sabato 1 novembre 2014

Del muschio il mio cuscino


Si accorsero allora che solo la vita simile alla vita di chi ci circonda, la vita che si immerge nella vita senza lasciar segno, è vera vita, che la felicità isolata non è felicita. [...] Era questo ciò che amareggiava più di ogni altra cosa. Scrisse: "Felicità è vera soltanto se condivisa."

(Jon Krakauer, Nelle terre estreme)


Cara Emily *,

in tutti questi anni ho provato a fare del muschio il mio cuscino e delle foglie degli alberi le mie ali perdute. Ho annusato l'aria per ritrovarvi le storie interrotte, ho trattenuto il mio sguardo sul cielo chiedendogli una spalla su cui piangere e riposare. Le ombre, le luci, il silenzio sono diventati il mio regno.
Ma niente di tutto questo è riuscito a colmare la voragine che mi sta sgretolando.
Tu, forse, sei stata più forte di me, più convinta; sei riuscita ad indurirti prima, hai spezzato le gambe alle ultime speranze, agli ultimi impulsi, prima che questi potessero dilaniarti.
Mi rammarica dirtelo, perché è un dirlo a me stessa, ma il viaggio in solitaria presenta sempre un conto salato, alla fine.
I muri del nostro maniero trasudano veleno che crediamo linfa: ogni giorno che passa è un intossicarci nell'aria viziata. Perché credere e convincersi che sia la cosa migliore?
La felicità non esiste se non è condivisa. Questo l'ho imparato molto tardi.
E non l'ho letto in un libro, né mi trovavo su un vecchio autobus abbandonato in una landa dell'Alaska; o forse sì, ero lì, poiché vivo da sempre vite parallele: questa non mi è mai bastata.
Ora guardo le cose in modo differente, mi provoco torpore come ad iniettarmi morfina. Quando tutto è sufficientemente distaccato mi posso permettere di non andare oltre, di restare e non avvertire le fitte della solitudine.

* Emily Brontë

10 commenti:

  1. Sì: non si è veramente felici se si è felici da soli.
    Una menomazione nel sentire che non trova consolazione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti manca qualcosa, che lo si voglia ammettere o meno.

      Elimina
  2. ecco! Quando scrivi così, posso non condividere certe convinzioni di fondo (per esempio non credo che la salvezza stia nell'indurirsi, piuttosto nell'ammorbidirsi), ma m'incanto ugualmente al suono delle tue parole (Ho annusato l'aria per ritrovarvi le storie interrotte)
    ml

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lieta di incantarti, di tanto in tanto.
      E poi: se lo facessi sempre, arriverei ad annoiarti. Per come sono fatta (chi mi legge impara progressivamente a conoscermi un pochino) con me si rischia al limite la logorazione, lo sfiancamento, la resa, l'aritmia, tutto... ma non la noia.
      (E metaforicamente parlando, non so se ridere o piangere).

      Elimina
    2. Sorrido, hai detto tutto tu :-)
      ml

      Elimina
    3. Lo so, parlo tanto. A volte. Perché altre mi chiudo in un silenzio mortale.

      Elimina
  3. La pellicola su Chrs Mc Candless fu una sorta di coltello che apri' un otre teso per emozioni e ricordi che conteneva.
    E anche stasera, rivedendo il finale, mi rendo conto di quanto tutto sia ancora li'.
    C'e' una dimensione solipsistica della vita che molte persone non solo trascurano ma che fuggono additittura.
    Da questo punto il fatto che la solitudine tenda a sparire durante la vita in coppia, e con essa sparisca o si affievolisca o si rarefaccia anche la dimensione introspettiva penso sia uno dei contro della non singolitudine.

    Insomma, tutto ha pro e contro.
    Solo che questa quasi ovvieta' non e' cio' che percepiamo o viviamo emotivamente, quando sentiamo cio' che ci manca e perdiamo cognizione di cio' che abbiamo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciò che è difficile, Uomo, se non addirittura impossibile, è trovare una dimensione che davvero ci soddisfi. Se troviamo benessere in una cosa, ecco che emergono (col tempo, magari) i contro. Se crediamo giusta una cosa, e siamo convinti dii ciò che facciamo, ecco che poi ci ritroviamo (col tempo) a rivedere le coordinate per capire che qualcosa è aandato storto.
      Io credo che arrivare ad un equilbrio, ad una felicità senza nessun SE né MA né PERO', sia impossibile.

      Io necessito di spazi assolutamente miei, da sola. Ma mi rendo conto che la solitudine (come stato intimo, non necessariamente materiale) non va bene se protratta a lungo. Rischia di isolarti davvero dalla realtà.
      (ero arrivata a pensare che mi avessero abbandonata sulla Terra da Saturno, pensa tu!) : ))))))
      Non so che ho scritto, spero abbia un senso.

      Elimina
    2. p.s.
      scusa gli errori, ho sonno.

      E "Into the wild" è uno dei più bei film che abbia mai visto.

      Elimina
  4. In un certo senso ritengo persino positivo il fatto che ciascuna delle varie dimensioni possibile del relazionarsi erotico-sentimentale sia incompleta.
    Ciò alimenta una certa tensione che è poi la scintilla evolutiva e un propellente comportamentale, di vita.
    la felicità esiste, esistono i suoi picchi, la gioia, ma... per definizione esistono perché esiste ciò che NON è gioia né felicita e che permette che essi si differenzino.

    Ho riletto e ieri ho infarcito pure il mio commento di errori e refusi.
    Capita.

    RispondiElimina