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I social network hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli.

Umberto Eco


Spero di non essere fra i peggiori.

Blu Malva

venerdì 19 settembre 2014

L'unione fa la forza?





Caro William, *
nonostante il abbia perso, il è stato vincitore.
Un paradosso, certo, ma molto significativo.
Dopo la chiamata alle urne degli scozzesi e riflettendo su ciò che ormai da molto tempo accade in altri stati europei, vorrei soffermarmi, tuttavia, su un altro paradosso: quello inerente l'unione di uno stato, peggio ancora di un continente quale l'Europa, così variegato; ovvero, quello inerente la convivenza forzata di differenti culture, stili di vita, abitudini, costumi, storie.
L'identità di una nazione non si crea soltanto perché qualcuno lo decide, che sia per nobili ideali o tornaconti economici; è un grave errore mettere in secondo piano quella che è la storia delle singole comunità: l'eterogeneità forzata è destinata nella maggior parte dei casi al fallimento. Tu, probabilmente, ne sapevi già qualcosa.
Il desiderio di indipendenza della Scozia è solo uno dei tanti esempi.
Come qualcuno ha  affermato, se ad ogni comunità che lo richiede fosse concessa l'indipendenza dallo stato di cui fa parte, si ritornerebbe ad una cartina politica simile a quella del Medioevo. Ne sono convinta anch'io.
Nutro invece forti dubbi sul fatto che il cammino per arrivare all'attuale, abbia condotto ai vantaggi decantati (o soltanto sperati).
Le mie riflessioni potranno sembrare, a chi legge, di stampo leghista: ognuno interpreti come crede, naturalmente. Preciso unicamente che non faccio parte di nessun schieramento, in quanto da - ormai - parecchi anni mi sono dissociata dalla politica e dai suoi rappresentati.


*William Wallace

5 commenti:

  1. Le conclusioni possono essere corrette o non corrette: nella dialettica poi è necessario fornire delle argomentazioni e cercare di confermare o confutare le tesi.
    I leghisti non sono marziani e come tutte le persone possono dire delle cazzate o delle cose sensate (sul fare e sulla coerenza col dire poi c'è di mezzo il solito oceano pacifico ma questo è ancora un altro problema).

    A me piace l'idea di comunità coese che collaborano tra pari.
    Perché voler far rimanere a forza insieme valloni e fiamminghi? Quali le utilità? quali i costi? io vallese posso avere carissimi amici fiamminghi con i quali collaboro regolarmente, con cui faccio affari o che frequento per amicizia. Ma nessuna legge potrà obboigarmi a fare queste cose coercitivamente.

    Il mio babbo diceva: cosa fatta per forza val meno di una scorza.
    Perché corsi in Francia?
    I sudtirolesi in Italia?
    Sono tutti risultati di azioni violente del passato, di accordi tra nobilastri, tra governanti, tiro qui il confine, spostiamo questi di là, mettiamo questi in mezzo a quelli etc.
    Un Dividi e impera! dai risultati nefasti con le scale e le dimensioni odierne.

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    1. Il post che ho scritto deve essere preso come semplice riflessione personale. Non ho le competenze necessarie per scrivere articoli specifici, ove i fattori economici, sociali e storici rendono sicuramente lo scritto più completo. Ho espresso una mia idea e cercato di spiegarne la natura.
      Circa i leghisti, certo. Dicono cazzate e cose sensate, come tutti. Ma essendo uno schieramento politico, vi prendo la distanza. Scelta personale, come scritto, dopo nausee infinite e conati di vomito provocati dai fanfaroni di turno.
      Sono contraria alla globalizzazione ed alla convivena forzata. Ritengo giusto che esistano le indipendenze culturali, economiche e di ogni natura, salvo restando (come scrivi tu) che vi possano essere collaborazioni e rapporti amichevoli con il resto, anzi, sarebbe perfetto.
      Tuo padre aveva ragione e lo penso anch'io: le cose fatte per forza o senza una vera cognizione di causa non porteranno mai ad un buon risultato.
      Last but not least: benvenuto in questa zona franca. Avrei dovuto scriverlo all'inizio. Ogni tanto vige l'anarchia, qua dentro : )

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  2. Prendiamo la Nazione X, occupata militarmente da un vicino Y il quale deporta gli indigeni in altri continenti per fare il vuoto e li rimpiazza nelle aree più ricce con i propri coloni. Poi facciamo passare dei secoli, poi aggiungiamo che sopra Y c'è una elite occulta che fa in modo di aggiungere ai coloni di Y anche coloni provenienti da tutte le aree depresse del mondo.

    A questo punto facciamo una consultazione tra gli abitanti della nazione X che dice "volete voi che X sia libera e indipendente?" A votare vanno 10 nativi di X, 50 nativi di Y e 40 nativi del resto del mondo. Chissà che risultato potrà mai uscire dalle urne.

    Padania Libera.

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    1. Ciao Lorenzo, benvenuto.
      Sono tornata indietro di almeno trent'anni, durante una lezione di algebra che, confesso, non mi è mai piaciuta (forse colpa della prof che prima di assumersi la responsabilità di insegnare avrebbe dovuto mettere ordine nel suo cervello). X e Y.
      Interessante.
      Batttuta a parte, ho capito ciò che intendi.
      mi stupisce che siano restati dei nativi della nazione X. Non sono stati tutti sterminati o mandati "in esilio"?

      Libero dovrebbe essere tutto il pianeta.
      Ma temo sia un'utopia.

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  3. Come osservava altrove Lorenzo libertà senza respons-abilità e responsabilità non è nulla.

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