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Umberto Eco


Spero di non essere fra i peggiori.

Blu Malva

venerdì 12 settembre 2014

Is my pain self chosen?

Layne Staley,  (22 agosto 1967 - 5 aprile 2002)



E' struggente guardare una fotografia che ritrae una persona prima della sua dipartita. Soprattutto quando la dipartita è stata decisa (direttamente o indirettamente) dalla vittima. Ancora più struggente se la fotografia appartiene all'infanzia.
Guardare il suo volto, i suoi occhi. L'essere indifeso e fragile, che poi non cambia, è il compagno di viaggio che assiste  alla resa finale, quella che avviene molto dopo, ed a volte, nemmeno molto. Soltanto dopo.
Immaginare i suoi pensieri di allora, i suoi desideri, le sue paure.
Ed arrivare a dire "non poteva saperlo come sarebbe andata a finire", mentre si accarezza idealmente l'innocenza infantile.
Mi sono sempre chiesta che cosa attraversa la mente nel momento in cui si decide di farla finita. Se si avverte freddo o caldo. Se il battito cardiaco accelera o si calma. Mi sono chiesta se vi è una sorta di addio silenzioso, rivolto a qualcosa di non ben definito, o a qualcuno, o a se stessi.
Di tutti i misteri, credo che quello legato alla vita ed alla morte sia il più grande. Quello in grado di zittire qualsiasi rumore.
Quello che va oltre il ciclo naturale delle cose.
Quello attorno a cui si sono sempre cercate risposte senza mai riuscire ad ottenerne una pienamente soddisfacente. Tante versioni, altrettanti punti di vista. Filosofi, medici, alchimisti, teologi, scienziati, intellettuali.
Studi, trattati, teorie, interpretazioni.

Ma restano i tratti bambini, quel dire con gli occhi che "Nessuno sa nulla."
Si ripone la fotografia.
Si torna al resto, seguendo il ritmo scandito dal giorno, da qualcosa che sfugge anche quando si crede di averlo fra le mani.


Layne Staley, frontman degli Alice in Chains e dei Mad Season, una vita segnata da un dramma famigliare e problemi esistenziali, dipendente da eroina.





My pain is self chosen..




6 commenti:

  1. E' un autentico mistero.
    Ed è giusto che resti tale.

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    1. Sì, Euridice, è giusto che resti tale.
      E' quello che ho cercato di comunicare con lo scritto. Restando, nonostante il digitare, in silenzio. Le mie domande mai realmente poste: solo aliti di vento nell'universo.

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  2. un bambino è potenzialità, guardando una sua foto a posteriori, quando tutto è andato a rotoli, colpisce per lo spreco o il mancato uso di tali potenzialità.
    ciao,
    ml

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  3. Suggerisco la lettura de "La parola 'fine'" di Roberta Tatafiore, che non offre una risposta alle domande, ma è un tentativo di mettere a nudo la mente di un anima "tentata di morire"
    G.E.V ( con un afflato camusiano per l'occasione)

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    1. Sai, per un momento ho pensato alla Camusso, ma la presenza di una sola S (e non due), riporta in effetti in terreni più consoni, di proprietà del signor Camus. Senza contare che tra te e la Susanna non corre molto buon sangue (rido).
      p.s.
      la mia "biblioteca" ultimamente si sta arricchendo di tomi inconsueti : ) perché non aggiungere anche quello, dunque.

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