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I social network hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli.

Umberto Eco


Spero di non essere fra i peggiori.

Blu Malva

mercoledì 10 settembre 2014

Donne nella follia


Molta follia è suprema saggezza
per un occhio che capisce -
molta saggezza, la più pura follia.
Anche in questo prevale la maggioranza.
Conformati, e sei saggio -
dissenti, e sei pericoloso.
Un matto da legare.

 


Emily Dickinson, a venticinque anni decide
di estraniarsi dal mondo, rinchiudendosi 
nella propria camera.


















Seraphine de Senlis, dieci anni (1932 - 1942) internata in manicomio, dove muore.


















Camille Claudel, internata nel 1913 fino alla morte, avvenuta nel 1943.
















Manicomio è parola assai più grande
delle oscure voragini del sogno,
eppur veniva qualche volta al tempo
filamento di azzurro o una canzone
lontana di usignolo e si schiudeva
la tua bocca mordendo nell'azzurro
la menzogna feroce della vita.
O una mano impietosa di malato
saliva piano sulla tua finestra
sibilando il tuo nome e finalmente
sciolto il numero immondo ritrovavi
tutta la serietà della tua vita.



Alda Merini, vari periodi di internamento, alternati, fino al 1986 quando esce definitivamente dai manicomi.












Se il mio cervello, distratto da un'ansia 
o da altra causa, deve distogliersi dalla 
carta bianca, è come un bimbo sperduto, 
che gira per casa e siede a piangere 
sull'ultimo gradino.
.
Con quanta interezza vivo nella mia 
immaginazione; come dipendo 
assolutamente da zampilli di pensiero 
che mi vengono mentre cammino, mentre 
mi siedo; cose che roteano nella mia 
mente, componendovi un incessante 
corteo, che dovrebbe essere la mia 
felicità .



Virginia Woolf, dopo aver vissuto fra crisi depressive, d'ansia e sbalzi d'umore, muore suicida buttandosi nel fiume vicino casa.

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-143938

12 commenti:

  1. Grandi donne rinchuse da persone piccole piccole!

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  2. Quello che più mi fa rabbrividire è pensare alle condizioni dei manicomi, sorte di prigioni in cui si rinchiudevano le persone "socialmente scomode", senza dar loro un minimo di dignità ed aiuto psicologico reale. Molto spesso vi si internavano persone che semplicemente erano considerate "strane" senza che risultassero minimamente pericolose.

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  3. Vorrei segnalare anche Christine Levant.
    Non so se la conosci...

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  4. Ti segnalo una mia recensione ad un suo libro: Appunti da un manicomio.
    E' una lettura di qualche anno fa.

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    1. Grazie.. visionerò sicuramente.
      Anni fa andai ad un mostra intitolata "Il volto della follia, cent'anni di immagini del dolore", testimonianze in fotografia di realtà in manicomi, dai primi agli ultimi, cent'anni, appunto. Uscii che avevo voglia di piangere.

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  5. Il giudizio è pericoloso. Il giudizio comune è spaventosamente pericoloso. La conformità è l'apocalisse!

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    1. Bella. Mi piace. E sono assolutamente d'accordo!

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  6. non posso non leggere questo post alla luce del precedente e ciò mi inquieta un po'.
    ml

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    1. Da sempre sono sensibile al meccanismo della mente umana. I miei studi avrebbero dovuto essere improntati su quello, ma come ben sai la vita, a volte, fa percorrere strade differenti.
      Ti inquieta perché hai pensato, anche per un solo istante, che io possa essere pazza? : ) (so che parlare con il proprio alter ego non è una cosa comune)
      Mi farebbe piacere che mi spiegassi meglio questa tua sensazione di inquietudine, M.

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  7. No pazza, molto saggia :-)
    A parte le battute temevo un tuo mettere le mani avanti in previsione di colpi di testa, tipo sopprimere il blog
    ml

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  8. La "saggezza" acquisita negli anni (il diventare grandi non comporta soltanto un aumento delle rughe, delle disillusioni e delle responsabilità, per fortuna) tende a domare, fra le altre cose, anche i colpi di testa. : ) E detto da una persona impulsiva, quale è la sottoscritta, è una cosa buona.
    Grazie : )

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