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I social network hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli.

Umberto Eco


Spero di non essere fra i peggiori.

Blu Malva

sabato 20 settembre 2014

Consapevolezza


Richard Tuschman, Morning thoughts



Alla consapevolezza occorre tempo.
Non è istinto, impulso: a lei occorrono fondamenti, prove. Munita di un taccuino, vi annota i particolari, tutti quanti, per poterli osservare ed avere una visione obiettiva, per avere coscienza, ad un dato momento.
Un dato momento.
Ad un dato momento entra in scena, diffonde la sua voce, stacca a morsi le emozioni ingombranti che, per loro natura, occupano la scena.
Primedonne, le emozioni.
Istrioniche, eclettiche. Caciarone, a loro modo.
Ora che il sipario si abbassa, lei può finalmente dar vita al monologo, deciso, pulito. Narra di ciò che ha raccolto nel tempo e, contemporaneamente, posa sul tavolo ogni prova a sostegno del suo dire.
Tu ascolti, non puoi che ascoltare. Ed annuire senza muovere il capo: sarebbe superfluo, doloroso.
Prendi atto in un respiro profondo: sembra che attutisca l'impatto.

10 commenti:

  1. troppo razionale la consapevolezza, preferisco le "caciarone"
    :-)

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    1. Anch'io preferisco loro, il corteo di schiamazzi, stelle filanti e fiori (o chicchi di grandine e sferzate di vento, a seconda) : )
      Ma la signora razionale, la consapevolezza, arriva sempre anche quando non la si desidera. E per giunta senza invito! : )

      (con chi ho il piacere di interagire, a proposito? non vi è nessuna sigla..)

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  2. scusa, mi è rimasto il nome nella tastiera!
    sono ml
    ciao

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  3. Stavo scrivendo consapevolezza come il sereno dopo la tempesta (e io radicalmente romantico sono il sereno e l'impeto e la tempesta) ma...
    Si può essere sereni senza essere consapevoli. Molte persone con problemi, limiti o pochi strumenti mentali possono passare da altri stati alla serenità e viceversa inconsapevolmente.
    Consapevolezza è la saggezza della conoscenza diretta, di un vissuto elaborato, in cui capisci te stess*, il mondo e i rapporti e limiti tra te e il mondo.
    Siddhartha, in fine, quando passò a barcaiolo traghettatore (il duale chiaro, luninoso, di Caronte) divenne (via via più) consapevole.

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  4. Inizierò il corso di yoga a breve, ho chiesto alla mia insegnante (durante l'incontro di presentazione) quando tempo occorre per avvicinarsi a Siddharta. Ovviamente era una battuta, ma la cosa non mi dispiacerebbe. Poi ho pensato che la troppa consapevolezza, seppur arrechi vantaggi, smorza nella maggior parte dei casi gli impeti. Questo accade quando si prende coscienza dei limiti, nostri o di qualcosa che stiamo vivendo. Insomma, non lo so. Cerco sempre una via di mezzo che, si dice, è la cosa migliore. Essendo un'estremista in fatto di emozioni, capisci che per me è impresa molto ardua.
    (confido perdutamente nello yoga) : D

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  5. > smorza nella maggior parte dei casi gli impeti

    Infatti. Da assumersi in dosi limitate. =:)
    Consapevolezza puo' essere anche molto greve. Rischi di rimanere schiantat* dal peso dei problemi del mondo.

    > Essendo un'estremista in fatto di emozioni
    Il soggetto e' sottintesto.
    (Anch'io, Lisa) Essendo un'estremista in fatto di emozioni
    oppure
    (Tu) Essendo un'estremista in fatto di emozioni
    ?
    Entrambi le forme si accordano con quanto segue.

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    1. L'estremista in fatto di emozioni sono io (dopo ciò che hai scritto apprendo che lo sei anche tu). Soggetto sottinteso, sì.
      : )

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    2. Oh, molto bene Frau Sturm und Drang. :)

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    3. Noto ora l'apostrofo in "un'estremista".

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    4. ah, lo Sturm und Drang... magnifico. (l'ho scritto da qualche parte ma non ricordo dove e perché. Ho vuoti di memoria incredibili.)

      Quell'apostrofo piccino piccino. Sei perdonato. (sorrido)

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