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I social network hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli.

Umberto Eco


Spero di non essere fra i peggiori.

Blu Malva

lunedì 18 agosto 2014

E mi prese di questo deserto piacer si forte..


Dopo tantissimi anni mi godo la città semideserta: tornata dalla ferie il 16 agosto, posso constatare di persona quanto sia meraviglioso vivere con poche persone intorno. E' vero, lo ammetto: negli ultimi anni sono diventata una simpatizzante dell'attributo asociale, con marcata tendenza all'idiosincrasia. Come diceva Jessica Rabbit: "Non sono cattiva, mi disegnano così".
Io non sarei asociale, né idiosincratica. Mi ci hanno fatto diventare. Chi e cosa saranno i soggetti del mio blog o, più precisamente, delle mie riflessioni semiserie. Perché troppo seriamente non c'è da prendere nemmeno se stessi. I tempi del non ci resta che piangere direi sia meglio rinchiuderli nello sgabuzzino, insieme ai tanti credo che non hanno più ragione d'esistere. Opto, invece, per un resistenza al oltranza: ovvero come sopravvivere non snaturandosi in questi tempi bui (che quasi fanno rimpiangere il buio dei famigerati secoli medievali).
Così, tra un Pil ancora distante dal minimo imposto dall'Europa, la genialata del furbacchione del giorno, l'ennesima dichiarazione del politico di turno, ottimo specchietto per le allodole per i troppi (sic!) che ancora vi credono, io controllo il mio basilico, affinché non riceva troppo sole, in un agosto che non sa d'estate, in una stagione che non si sa come chiamare. Del resto, se non esistono più le mezze stagioni, non esistono più nemmeno le altre. Tutto muta, tutto si trasforma. In questa orgia di leggi fisiche, storiche, biologiche e sociali, non resta che resistere, senza farsi inglobare da buchi neri e godersi la città, lontano dalla pazza folla. Un vero privilegio.
Circa la cena di stasera ho previsto un menù che non si addice alle caratteristiche dei miei ospiti: salumi misti e zucchine trifolate di contorno. Semplice e poco impegnativo. Avrei dovuto pensare ad una torta al cioccolato per la pacata ma decisa Wislawa; ad un filetto al sangue per il rivoluzionario Louis Antoine; a costine di maiale che ricordano il minimalismo di Alberto e ad un piatto assolutamente fuori dall'ordinario per un plauso all'originalità di Jean.
Le prossime volte sarò meno pigra. Promesso.

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